ACQUISTI. Bruxelles propone un diritto europeo della vendita facoltativo

All’interno del mercato unico europeo persistono alcuni ostacoli agli scambi transfrontalieri; è soprattutto la differenza tra i diritti dei contratti dei 27 Stati membri, a rendere complessa e costosa la vendita all’estero, soprattutto per le piccole imprese. Secondo un Eurobarometro pubblicato oggi, infatti, il 71% delle imprese europee, se potesse scegliere, userebbe un unico diritto europeo dei contratti per tutte le vendite a consumatori di altri paesi UE.

E la Commissione europea oggi ha lanciato una proposta: un diritto europeo della vendita facoltativo che contribuirà ad abbattere tali barriere, garantendo ai consumatori più scelta e un livello più elevato di tutela, agevolando gli scambi grazie a un corpus unico di norme applicabili ai contratti transfrontalieri in tutti i 27 Stati membri. In pratica se un’impresa offre i propri prodotti nell’ambito del diritto comune europeo della vendita, il consumatore potrà concludere, con un semplice click, un contratto europeo di facile applicazione che gli offre un elevato grado di tutela.

"Il diritto comune europeo della vendita facoltativo contribuirà a rilanciare il mercato unico, motore della crescita economica dell’Europa. Offrirà alle imprese uno strumento facile ed economico per espandere le loro attività in nuovi mercati europei e nel contempo garantirà ai consumatori l’accesso a offerte migliori e un livello più elevato di protezione – ha dichiarato la Vicepresidente Reding, Commissaria europea per la Giustizia – Anziché accantonare i diritti nazionali, la Commissione europea oggi adotta un approccio innovativo basato sulla libera scelta, sulla sussidiarietà e sulla concorrenza".

Nel dettaglio ecco i vantaggi per i consumatori:

  • avranno un identico livello di protezione in tutti gli Stati membri. Il diritto comune europeo della vendita sarà un attestato di qualità per il consumatore, che sarà libero, ad esempio, di scegliere i rimedi nel caso di un prodotto difettoso – anche vari mesi dopo l’acquisto. Il consumatore avrà infatti la possibilità di risolvere il contratto o di chiedere una riduzione di prezzo o la sostituzione o la riparazione del prodotto. Attualmente tale libertà di scelta del rimedio esiste solo in 5 Stati membri (Francia, Grecia, Lituania, Lussemburgo e Portogallo).
  • maggior scelta di prodotti a prezzi inferiori. Attualmente i consumatori che si attivano per trovare le offerte migliori all’interno dell’UE, soprattutto on line, si imbattono spesso nel rifiuto del professionista di vendere o consegnare il prodotto, Come sperimentato da almeno 3 milioni di consumatori nell’arco di un anno.
  • certezza dei diritti dei consumatori nelle transazioni transfrontaliere. Il 44% dei consumatori dichiara che è l’incertezza in merito ai propri diritti di consumatori a scoraggiarli dall’acquistare in altri paesi UE.
  • maggior trasparenza e fiducia dei consumatori. I consumatori saranno sempre informati chiaramente e sarà necessario il loro consenso per applicare al contratto il diritto comune europeo della vendita. Inoltre i loro diritti saranno illustrati in modo chiaro nella loro lingua in una nota informativa.

Il diritto comune europeo della vendita sarà applicabile:

  • solo se entrambe le parti lo concordano volontariamente e in modo esplicito;
  • ai contratti transfrontalieri in cui si riscontra la maggior parte dei problemi legati ai costi di transazione aggiuntivi e alla complessità giuridica; gli Stati membri potranno scegliere di rendere applicabile il diritto comune europeo della vendita anche ai contratti nazionali;
  • ai contratti di vendita di beni (il grosso del commercio all’interno dell’Unione) e ai contratti relativi a contenuti digitali, come musica, video, software o applicazioni per smart phone;
  • alle transazioni tra imprese e consumatori e alle transazioni tra imprese;
  • se una parte è stabilita in uno Stato membro dell’UE. I professionisti potranno usare lo stesso corpus di clausole contrattuali nelle transazioni con altri professionisti stabiliti all’interno e all’esterno dell’Unione, conferendo al diritto comune europeo della vendita una dimensione internazionale.

 

 

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