ACQUISTI. Consumatori e saldi, si cerca la qualità

I consumatori approfittano dei saldi per acquistare soprattutto capi d’abbigliamento, calzature, biancheria per la casa, articoli sportivi e accessori: sono queste le voci più gettonate delle spese scontate d’estate. Chi acquista in saldo è attento al prezzo ma attribuisce una notevole importanza alla qualità dei prodotti. Qual è l’identikit del consumatore dedito ai saldi? Prevalgono gli uomini sotto i 45 anni, single, lavoratori e residenti nei centri di ridotte dimensioni del Nord Est e del Mezzogiorno. Sono i dati che emergono da una recente ricerca di Confcommercio realizzata in collaborazione con Format ricerche di mercato, una fotografia dell’andamento dei saldi estivi che riporta la percezione dei commercianti (il 49,3% segnala una leggera flessione delle vendite) e quella dei consumatori – fra i quali l’83% si dichiara attento alla qualità dei prodotti, il 17% al prezzo.

Il 55,7% dei consumatori ha già acquistato o sta per fare acquisti approfittando delle vendite in saldo, rileva l’indagine: prevalgono, sia pure leggermente, i consumatori di sesso maschile su quelli di sesso femminile, con un’età inferiore ai 45 anni. La propensione ad acquistare in saldo nell’attuale mese di luglio è apparsa molto evidente presso i giovanissimi di età inferiore ai 25 anni, mentre al contrario si è rivelata assai scarsa presso i consumatori più avanti negli anni, ed in particolare presso coloro che hanno oltre 45 anni ed oltre 55 anni. Si rivelano più propensi ad acquistare in saldo i single, piuttosto che non le famiglie, gli occupati piuttosto che non le casalinghe, meno gli individui che risiedono nelle grandi aree metropolitane piuttosto che non coloro che risiedono nei centri di dimensioni più piccole, di più coloro che risiedono nelle regioni del Nord-Est e nel Meridione, che non coloro che risiedono nelle regioni del Nord-Ovest e del Centro Italia.

Quanto si spende? In media 200 euro. Il 23,1% degli intervistati ha dichiarato in particolare di aver stanziato per i saldi "meno di 100 euro"; "tra i 100 ed i 200 euro" il 26,9% degli intervistati; "tra i 200 ed i 300 euro" il 38,6% degli intervistati, mentre la percentuale di consumatori che ha stanziato o che intendere spendere per i saldi oltre i 300 euro è risultata pari all’11,7% del campione.

I prodotti più gettonati ricalcano in qualche modo quelli della tradizione: sono infatti segnalati come prodotti di principali interesse capi di abbigliamento (acquistati dal 95,5% dei consumatori) e calzature (70%); a seguire biancheria per la casa (57%), articoli sportivi (55,4%), accessori (46%), biancheria intima (45%), pelletteria e articoli di valigeria (31,7%). Per la maggior parte delle persone vale la pena attendere questo periodo più per comprare qualsiasi tipo di prodotto (per il 51,2%) che per acquistare prodotti di marca o "griffati" (48,8%).

Nell’indagine si è rilevato anche il giudizio sulla varietà dei prodotti posti in vendita nel periodo dei saldi. E se quest’ultima è stata ritenuta "molto buona" da parte del 9,2% degli intervistati e "abbastanza buona" da parte del 63,5% dei consumatori, si segnala un 27,3% del campione che ritiene "inconsistente" o "del tutto inconsistente" la varietà dei prodotti posti in vendita durante i saldi.

E sui saldi si registra l’intervento dell’Unione Nazionale Consumatori, che denuncia un calo marcato e suggerisce la liberalizzazione delle vendite e più controlli a fronte delle irregolarità riscontrate a danno dei consumatori. "Il fatto che nelle prime due settimane di saldi le vendite sono diminuite del 60% rispetto al 2007 è molto preoccupante – commenta Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC – Riteniamo che ai fini di una vera concorrenza e in un periodo di crisi dei consumi come quello che stiamo attraversando i saldi dovrebbero essere permessi tutto l’anno, come del resto lo sono le vendite promozionali".

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