ACQUISTI. Fipe: ad agosto resta aperto il 53,6% dei pubblici esercizi

Stop alla desolazione dei negozi chiusi per ferie. Nel mese di agosto la metà degli esercizi commerciali (il 53,6%) resterà aperta. Lo rende noto la Fipe (Federazione dei pubblici esercizi della Confcommercio), secondo la quale la media più alta di attività operative sarà costituita dai ristoranti (57,4%), seguita dai bar (52%). Le cifre sono il risultato dei "programmi di aperture previste dai Comuni e i programmi di autoregolamentazione attuati dagli stessi esercenti".

L’indagine della Fipe rileva che solo nel 34% dei casi i Comuni hanno previsto un programma di aperture minime garantite nei mesi estivi, mentre in mancanza di ciò (il 38,7% delle situazioni) i commercianti hanno cercato di autogestire il piano delle chiusure. Fra le città più a rischio "serrande abbassate" c’è Sassari, con il 10% dei ristoranti e il 20% dei bar in attività, nonostante la vocazione turistica della Sardegna. Fra le regioni più attive c’è la Valdaosta, con il 98% di ristoranti e il 95% di bar a disposizione di turisti e abitanti.

"I dati – afferma Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio – dimostrano come stia cambiando il modo di fare vacanza degli italiani, con sempre più persone che rimangono in città, a causa di difficoltà economiche o per altre esigenze. I pubblici esercizi, attenti a rispondere alla domanda di un mercato che cambia continuamente, modificano anche loro le abitudini in tema di riposi da assegnare al personale che vengono organizzati in funzione della domanda oppure pianificando turnazioni tra il personale. Le ferie e i periodi di riposo sono un diritto anche per gli esercenti – conclude Stoppani – e la sensibilità e la maturità di una categoria si dimostra anche nella sua capacità di organizzarsi per evitare di creare disservizi in città".

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