ACQUISTI. Fismo, saldi senza entusiasmo. Per il 39% degli esercenti le vendite sono diminuite

I saldi procedono senza entusiasmo. Strette fra carovita quotidiano, organizzazione di vacanze spesso "mordi e fuggi" e prospettive autunnali non certo esaltanti – fra rincari delle tariffe e acquisto dei libri – l’andamento dei saldi non esalta gli esercenti: per il 39% di loro le vendite speciali di fine stagione sono diminuite rispetto allo scorso anno, per il 36% sono rimaste sostanzialmente uguali e solo il 25% traccia un bilancio positivo. È quanto dichiara Fismo (Federazione italiana settore moda)-Confesercenti.

"Si tratta di un calo generalizzato – spiega il presidente della Fismo-Confesercenti, Roberto Manzoni – che peraltro ci aspettavamo. Un calo che si è fatto sentire con più intensità nelle regioni del centro e del sud piuttosto che in quelle del nord". La ricerca dell’affare si scontra con il carovita e, rileva Manzoni, "certamente c’è meno disponibilità a spendere e si apre il portafoglio solo in presenza della vera occasione. E questo nonostante l’entità degli sconti che in media si attesta intorno al 30% ed in molti casi anche oltre e nonostante l’attenzione e la trasparenza con la quale gli esercenti hanno organizzato i saldi di fine stagione evitando, nel 70% dei casi, di anticiparli con vendite promozionali che ne potessero indebolire l’appeal commerciale".

Per gli esercenti i saldi continuano a rappresentare una buona occasione (70%) mentre poco meno di un terzo (30%) ne chiede l’abolizione. "Riorganizzare i saldi, a cominciare dalla revisione delle date d’inizio e di fine rendendole più uniformi tra le regioni, certamente li renderebbe più efficaci per gli esercenti e più convenienti per i consumatori. Ma prima di questo – conclude Manzoni – servirebbero provvedimenti in grado di restituire potere d’acquisto alle famiglia e capacità competitiva alle imprese".

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