ACQUISTI. ICC Confcommercio: a febbraio è ancora contrazione dei consumi

Con una riduzione annua del 4% e dodici mesi consecutivi di segno meno, prosegue anche a febbraio la contrazione dei consumi. Forte il calo della domanda dei beni, che registra una flessione del 5,1%, e negativa anche la domanda per i servizi, con meno 1,4%. È l’analisi dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), per il quale la fase critica per i consumi non è ancora esaurita. Anche il clima di fiducia delle famiglie è tornato a scendere, dopo un bimestre di moderato recupero.

Il dato di febbraio dell’ICC è sintesi di una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni (meno 5,1%), a cui si è continuata ad associare una riduzione della domanda per i servizi (meno 1,4%). Il dato di febbraio riflette il permanere di una situazione particolarmente negativa per la domanda relativa al settore della mobilità a cui si sono associate evoluzioni negative per quasi tutte le componenti, escluse le comunicazioni (comprensive dell’ICT domestico) che evidenziano un sensibile rallentamento nel trend di sviluppo.
Diminuisce dunque dell’1,6% la domanda per beni e servizi ricreativi, dove la componente più dinamica è solo quella dei concorsi a pronostici; c’è una flessione dei consumi delle famiglie pari all’1,9% per i servizi di ristorazione e alloggio; continua la tendenza alla diminuzione per beni e servizi per la mobilità, che segnano meno 16,4% rispetto allo stesso mese del 2008.

Anche la domanda relativa ai beni e servizi per la cura della persona, contrariamente ai mesi precedenti, ha registrato a febbraio 2009 una contenuta diminuzione (meno 0,1%): peggiora la domanda per gli articoli di profumeria e si fermano i consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici. In flessione l’acquisto di articoli d’abbigliamento e calzature (meno 2,6% rispetto a febbraio 2008) mentre per quanto riguarda la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per febbraio 2009 segnala una sensibile contrazione dei volumi acquistati dalle famiglie.

"Prosegue il vertiginoso calo dei consumi, soprattutto per quanto riguarda la domanda di beni", è il commento di Federconsumatori e Adusbef. "Si tratta di un dato allarmante, – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – che conferma con quale forza le famiglie siano state colpite dalla crisi."

Per le due associazioni è dunque necessario intervenire anche sul lato della domanda attraverso politiche di sostegno al potere di acquisto delle famiglie. Fra le proposte: una defiscalizzazione del reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1.200 euro l’anno e una diminuzione dei prezzi dei beni di largo consumo di almeno il 20%. "Ribadiamo, infatti, che, per rilanciare i consumi, e quindi l’intera economia, vi è assoluta necessità – affermano le due associazioni – di misure straordinarie, che vadano oltre le insufficienti ed "irrisorie" risorse stanziate per Social Card e Bonus Famiglie, altrimenti non si uscirà da questa crisi".

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