ACQUISTI. Istat: 2009, consumi in calo, alimentari compresi

Nel 2009 consumi tutti in calo e segno meno generalizzato, dagli alimentari – la cui spesa diminuisce del 3% e si riduce sia in quantità sia in qualità – all’abbigliamento, dai trasporti ai medicinali al tempo libero e alla cultura. I dati sono resi noti oggi dall’Istat: "La spesa media mensile per famiglia nel 2009 è pari, in valori correnti, a 2.442 euro, con una variazione rispetto all’anno precedente del -1,7%. Considerando poi che tale variazione incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2009, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari, in media, allo 0,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa), sia la diminuzione del valore del fitto figurativo (-1,1%), la riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali appare alquanto significativa. Il valore mediano della spesa mensile per famiglia, cioè quello al di sotto del quale si colloca la spesa della metà delle famiglie residenti, è pari a 2.020 euro (-2,9% rispetto al 2008 in termini nominali), accentuando la flessione osservata in termini di valore medio. La contrazione della spesa per consumi appare particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti".

"La spesa non alimentare – rileva l’Istat – risulta stabile a livello nazionale e pari a 1.981 euro mensili. Diminuisce la spesa per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni, mentre risulta in aumento la spesa per combustibili ed energia, che si associa a un periodo invernale particolarmente lungo e rigido".

La diminuzione dei consumi diventa più significativa se divisa per settori. Si scopre così che nel 2009, rispetto all’anno precedente, diminuisce del 3% la spesa media per generi alimentari e bevande (pari a 461 euro al mese). Inoltre "la percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno precedente è pari al 35,6%: tra queste, il 63% dichiara di aver diminuito solo la quantità, mentre il 15% di aver diminuito, oltre alla quantità, anche la qualità. Rispetto al 2008, diminuisce la spesa media mensile per pane e cereali, per oli e grassi, per patate frutta e ortaggi, per zucchero, caffè e altro; in diminuzione risulta anche la spesa per bevande". Nel 2009, la spesa mensile per alimentari e bevande rappresenta in media il 18,9% della spesa totale, con un divario fra il 16,4% tra le famiglie del Nord e il 24,4% nel Mezzogiorno. Oltre il 10% delle famiglie acquista negli hard-discount, con percentuali in crescita nel Centro.

Diminuisce poi la spesa per l’abbigliamento, che passa dal 6% al 5,8%; in calo la spesa per i trasporti; scende anche dal 3,8% al 3,6% la spesa per la sanità, dai farmaci al dentista alle visite mediche, sia perché diminuisce il numero di famiglie che effettua la spesa, sia perché diminuisce la spesa stessa affrontata. In calo anche i consumi di tabacco, tempo libero e cultura, nuove tecnologie e giornali, mentre in aumento risulta la spesa per i televisori, trascinata dal passaggio a digitale terrestre, e quella per giochi, lotto, totocalcio.

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