ACQUISTI. Istat sui consumi, per Confesercenti è “allarme”. Cia: “Aumentano spese in campagna”

I dati Istat sui consumi degli italiani destano allarme. È così per la Confesercenti che evidenzia la crisi delle imprese commerciali e delle famiglie, mentre dagli agricoltori della Cia arriva la "soluzione" adottata dalle famiglie per contenere i prezzi: acquistare direttamente in campagna. "Il dato Istat desta nuovo allarme: non c’è crescita, i bilanci delle famiglie fanno acqua, i consumi calano e nel commercio si sta verificando una inquietante moria di piccoli esercizi commerciali": è quanto commenta Confesercenti per la quale, se il trend non si invertirà, il 2008 potrebbe chiudersi con un saldo negativo di circa 40 mila imprese chiuse e una perdita di 80 o 90 mila posti di lavoro.

"Il sistema paese – sferza Confesercenti – ha bisogno di riguadagnare in fretta efficienza e competitività. E sul nodo energia basta chiacchiere: con le parole la domanda interna va a picco. Servono scelte chiare ed urgenti: un taglio deciso delle accise sui carburanti, lotta alla speculazione, progetti e tempi precisi sulla diversificazione delle fonti energetiche. Ma soprattutto per dare respiro a famiglie che tirano la cinghia ed imprese strozzate dal nodo scorsoio della stagnazione si deve mettere mano ad un piano di riduzione delle tasse. Si intervenga senza pietà sulla insopportabile montagna di sprechi pubblici e si riduca la pressione fiscale".

Davanti al caro-prezzi, precisa la Cia-Confederazione italiana agricoltori, le famiglie italiane scelgono di fare acquisti in campagna: negli ultimi sei mesi quattro famiglie su dieci si sono rivolte a questi canali di vendita che privilegiano non solo la qualità ma anche il risparmio, intorno al 30% in meno rispetto ai tradizionali canali di distribuzione. Il mercato è ancora di nicchia ma il fenomeno è destinato ad aumentare: "Siamo, quindi, in presenza di un fenomeno che è destinato a svilupparsi e a consolidarsi, visto che anche gli agricoltori stanno rispondendo in maniera concreta e costruttiva a questa rinnovata attenzione da parte dei consumatori – commenta la Cia – Ovviamente la spesa in campagna rappresenta una percentuale ancora bassa rispetto al totale degli acquisti alimentari. Tale strada costituisce, però, un elemento importante per contrastare i prezzi e combattere i rincari abnormi e ingiustificati provocati dai molteplici passaggi di filiera e dalle spinte speculative".

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