ACQUISTI. Lombardia: guida, sportello e numero verde per orientarsi nel credito al consumo

Tre nuovi stumenti a disposizione del cittadino per aiutarlo ad affrontare la crisi finanziaria: una "guida’" per non perdere la bussola nel mondo del credito, uno "sportello" per educare e orientare il consumatore verso un corretto accesso al credito al consumo, un "numero verde" infine per trovare le risposte ai tanti interrogativi che si pongono i risparmiatori alle prese con la prima crisi finanziaria davvero globalizzata.

Sono queste alcune delle iniziative previste dal ‘"Programma di lavoro per lo sviluppo del credito responsabile in Lombardia. Biennio 2009/2010" che Franco Nicoli Cristiani e Giulio Boscagli – rispettivamente assessori regionali al Commercio e alla Famiglia – hanno sottoscritto con Gisella Introzzi dell’Unioncamere Lombardia, Donata Monti dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Valentino Gibelli di Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare).

L’obiettivo dichiarato del Programma è tutelare ed educare i cittadini che accedono al credito al consumo, consolidando il rapporto di fiducia tra i consumatori e sistema finanziario. Tutto questo in un momento in cui le dimensioni del credito al consumo in Italia (dati relativi al giugno 2008) – pur essendo ancora di proporzioni largamente inferiori a quelle raggiunte nei principali Paesi europei – risultano essere comunque arrivate alla soglia dei 101 miliardi di euro, (+6% del PIL!), pari a una crescita media annua, nell’ultimo biennio, intorno al 12,8% su scala nazionale e del 13,3% in Lombardia.

La "guida sul credito al consumo", ha raggiunto il gradimento delle parti che hanno firmato l’accordo e sarà pubblicata già nei prossimi giorni sul Portale della Regione Lombardia (www.regionelombardia.info), distribuita nelle filiali delle banche lombarde (visibile anche sui siti), oltre che nei punti vendita della grande distribuzione. Lo "sportello" invece sarà aperto presso le varie Camere di Commercio presenti in Lombardia.

L’accordo raggiunto prevede l’adozione anche di altre misure che riguardano sia chi accede sia chi accorda il credito al consumo. Sarà sperimentato anche un "modello di informazione semplificata", che renderà il sottoscrittore consapevole, all’atto della firma del contratto, delle condizioni a cui si sottopone.

A supporto delle famiglie e delle imprese verranno sviluppati inoltre una serie di "indicatori di rischio di sovraindebitamento", che informeranno il sottoscrittore in caso di avvicinamento a soglie critiche di esposizione al debito. A questo proposito, sul sito della Regione Lombardia verrà pubblicato anche uno strumento per il calcolo della rata mensile del debito.

"Il credito – ha commentato l’assessore Nicoli Cristiani – rappresenta uno strumento importante, ma l’eccessivo indebitamento può provocare danni seri per le famiglie e per l’intero tessuto sociale. E’ quindi fondamentale mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti interessati per individuare insieme le azioni da realizzare a vantaggio dei cittadini e delle famiglie. Confidiamo di riuscire a formulare proposte di semplificazione che rendano più facile il rapporto tra cittadini e sistema creditizio, migliorando l’educazione finanziaria dei consumatori".

A questo proposito, verranno individuate infatti una serie di iniziative di formazione, informazione e comunicazione rivolte alle associazioni dei consumatori, agli operatori del credito e agli operatori commerciali. Gli allievi delle scuole medie superiori e della formazione professionale sperimenteranno invece "moduli di educazione finanziaria" realizzati in collaborazione con il sistema creditizio.

"L’accordo sottoscritto – ha aggiunto l’assessore Boscagli – punta a fornire un supporto ai cittadini e alle famiglie che hanno bisogno di essere educate ed informate per sostenere al meglio l’attuale situazione finanziaria. E’ importante sottolineare come la crisi attuale metta in discussione un modello di crescita e di consumo che si sta sgretolando sotto i nostri occhi. Il progetto di vita di una famiglia implica scelte di lungo termine. Bisogna tornare al modello – ha concluso l’assessore Boscagli – che è stato il nostro per tanto tempo, dell’investimento a lungo termine, legato a una prospettiva di vita solida e di ampio respiro".

di Flora Cappelluti

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