ACQUISTI. Natale 2006, Adoc: consumatori scelgono grande distribuzione e outlet

Dove si stanno recando i cittadini che in questi giorni affollano le strade alla ricerca di regali e specialità alimentari? Se l’è chiesto l’Adoc, che ha voluto monitorare le scelte dei consumatori a pochi giorni dalle festività natalizie, coinvolgendone circa mille in un’indagine di natura nazionale. "I centri commerciali – spiega il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – restano i più affollati perché incontrano le esigenze di tutta la famiglia, perché vi si trovano esercizi commerciali di ogni genere e perché a volte, i prezzi non sono altissimi".

Per quanto riguarda la spesa alimentare destinata ai banchetti dei prossimi giorni, la scelta appare chiara. "Nei grossi centri commerciali – osserva Pileri – è possibile fare la spesa alimentare e i regali, con grosso risparmio di tempo. Restano però radicate le abitudini di molte massaie che si recano nel mercato rionale vicino casa, sia per i prezzi, sia per il rapporto di fiducia con il commerciante. I discount invece, stanno conoscendo una crescita esponenziale negli ultimi anni, da quando cioè offrono prodotti a poco prezzo ma non per questo di
scarsa qualità. Infine i supermercati, scelti per via delle numerose offerte del momento, e gli alimentari, per il rapporto di fiducia consumatore-commerciante che punta soprattutto sulla qualità dei prodotti".

Per quanto riguarda i regali, la logica non cambia. "Babbo Natale – spiega Pileri – compra principalmente nei negozi di giocattoli. Eppure quest’anno librerie e outlet stanno
scoprendo sempre più consumatori. Seguono le grandi catene di elettrodomestici che offrono sempre nuove offerte e i negozi al dettaglio di abbigliamento e calzature, in calo rispetto agli scorsi anni per via dei prezzi rimasti alti e per gli orientamenti diversi dei consumi di
quest’anno. Ci sono poi i mercatini di Natale con prodotti artigianali e sempre originali e tutta una serie di esercizi commerciali di natura alimentare che testimoniano nel loro insieme l’orientamento ‘mangereccio’ di molti regali targati Natale 2006".

L’ultimo aspetto riguarda la territorialità. "Al sud – conclude Pileri – i mercati rionali, ma anche i negozi alimentari e quelli al dettaglio, mantengono percentuali alte di presenze, in alcuni casi addirittura ribaltate rispetto al dato nazionale. Come dire che puntare sulla qualità, su un rapporto franco con il consumatore e su un prezzo più equo, ha finito per fidelizzare la clientela impedendone una maggiore migrazione verso la grande distribuzione".

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