ACQUISTI. Natale, Lega Pesca: “contenuta rimonta” per consumi ittici ma più prodotti importati

Sulla tavola di Natale i consumatori non rinunciano al pesce ma riducono la quantità e puntano su prodotti di importazione a scapito talvolta della qualità. Sarà una boccata d’ossigeno per i consumi ittici, che nell’ultimo triennio hanno fatto registrare un calo del 4%, e per le feste ci potrà essere "una contenuta rimonta": è quanto stima il Centro Studi Lega Pesca sottolineando che i consumi delle festività tengono, anche se è il Sud a fare la parte del leone e trainare gli acquisti (+3%), mitigando la maggiore sofferenza dei mercati del Nord (-2%). Durante le festività di fine anno la spesa per i prodotti ittici si attesterà dunque su 526 milioni di euro per un totale di 116.500 tonnellate di pesci, molluschi e crostacei.

"Serie storiche decennali ci consentono di dire che in questo periodo gli italiani, crisi o non crisi, non rinunciano al pesce – dichiara Ettore Ianì, presidente Lega Pesca – Cambiamo gli acquisti, magari si riducono le quantità, si punta purtroppo sui prodotti di importazione e si guarda a nuove specie, ma non c’è traccia di una scelta che non veda sulla tavola le prelibatezze ittiche".

I prodotti nazionali rappresenteranno però solo il 36% degli acquisti in volume e il 42% in valore: sono 42.000 tonnellate stimate di prodotto nazionale per una spesa di 222 milioni di euro, contro le 74.500 tonnellate di pesci, molluschi e crostacei di importazione per una spesa sui mercati esteri di oltre 304 milioni di euro.

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