ACQUISTI. Partono i saldi. Da commercianti e consumatori le “istruzioni per l’uso”

Al via oggi a Napoli i saldi estivi. Domani sarà la volta di Milano e Torino, il 7 luglio toccherà a Bologna, Bari e Genova, mentre Roma, Cagliari e Palermo dovranno attendere fino all’8. "Anche quest’anno si conferma la tendenza da parte delle famiglie di concentrare gli acquisti nel periodo dei saldi – commenta Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federazione Moda Italia – Infatti l’incidenza dei saldi sulla spesa è nel tempo leggermente aumentata, dimostrandoci di conseguenza che le vendite di stagione soffrono di più di quelle di fine stagione".

Anche quest’anno Confcommercio ripropone in quasi 30 province l’ iniziativa "Saldi Chiari". "Con questo progetto – ha spiegato Borghi – l’acquisto in saldo è trasparente perché regolato da un codice di comportamento predisposto d’intesa con le associazioni dei consumatori. Un codice che garantisce sia il consumatore sia il commerciante".

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda inoltre alcuni principi di base:

  • Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n.24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  • Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  • Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
  • Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  • Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Confconsumatori ricorda invece come gli acquisti in questo periodo possono comportare grandi occasioni, ma anche qualche fregatura. L’associazione ha messo a punto un decalogo per evitare qualche delusione:

  • Comprare preferibilmente in negozi abituali, sarà più facile accertarsi della convenienza;
  • Conservare lo scontrino, perché il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se vi sono cartelli con la dicitura che i capi in svendita non si possono cambiare; infatti, in caso di difetto del bene venduto, il negoziante risponde normalmente;
  • E’ obbligatorio esporre nel talloncino il prezzo pieno, la percentuale di sconto ed il prezzo scontato;
  • Confrontare possibilmente i prezzi tra vari esercizi commerciali;
  • Guardare che l’etichetta contenga la composizione del capo e le istruzioni per il lavaggio;
  • La merce a saldo deve essere tenuta fisicamente separata da quella venduta a prezzo pieno;
  • I negozianti sono obbligati ad accettare il pagamento con carte di credito anche con i saldi; in caso di rifiuto non comprare il bene e segnalare il caso per scritto alla società Servizi Interbancari e ad un’associazione di consumatori;
  • Il consumatore ha diritto di provare i capi, esclusa la biancheria intima;
  • Attenzione ad i saldi superiori al 50% potrebbero nascondere fregature come ad esempio merce dell’anno precedente (il che ovviamente potrebbe essere ugualmente un buon affare purché il negoziante informi il cliente);
  • Attenzione poi, a non farsi ingannare da false informazioni: la garanzia per vizi occulti e per assenza di qualità promessa è dovuta dal venditore anche nelle vendite a saldo ed è di due anni ai sensi del Codice del Consumo.

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