ACQUISTI. Pratiche commerciali scorrette, Sky nel mirino dell’UNC

Pratiche commerciali sleali crescono. Nonostante l’innovazione legislativa denominata class action introdotta di recente in Italia, c’è ancora chi mette in atto comportamenti dannosi per mercato e consumatori. Lo denuncia l’Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale Sky sta ledendo i propri abbonati, approfittando del fatto che lo strumento giuridico sarà operativo solo a partire dal luglio prossimo. La società, infatti, sta realizzando un atteggiamento espressamente vietato dal Codice del Consumo, applicando il principio del silenzio assenso per far aderire il cliente a un servizio aggiuntivo.

Nella fattispecie, mediante una "lettera inserita all’interno della rivista «Skylife», – rileva l’UNC – l’emittente satellitare comunica che, dal mese di marzo, il magazine contenente la programmazione costerà 0,90 euro al mese, con addebito automatico in fattura. Suggerisce anche all’abbonato di «non fare nulla» se vorrà continuare a ricevere la pubblicazione". "Ma si tratta di una pratica commerciale scorretta – afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’associazione – secondo quanto stabilito dal Codice del consumo: avvalersi del silenzio assenso per acquisire dall’abbonato l’adesione ad un servizio aggiuntivo è lesivo dei diritti del consumatore".

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che è in vigore il divieto di attivare un servizio o inviare un prodotto senza la richiesta esplicita del consumatore, in base al nuovo art. 57 del Codice del consumo (modificato dal decreto legislativo n. 146 del 2007). "Del resto è chiara la furbata di Sky – prosegue Dona – nel prevedere che il consumatore non facendo nulla si ritroverà addebitati quasi 11 euro all’anno praticamente a sua insaputa: tra gli utenti che non daranno peso alla letterina ben nascosta dentro la rivista e quelli che si dimenticheranno di chiamare il numero verde per dichiarare che non la vogliono, ecco che maturerà un bel gruzzoletto". Per contrastare la pratica commerciale sleale avviata da Sky, l’UNC ha intanto intrapreso una procedura inibitoria, depositando allo stesso tempo presso l’Antitrust una denuncia per l’accertamento del comportamento scorretto. "Se fossimo già a luglio – conclude Dona – avremmo subito depositato la richiesta per una class action per ottenere il rimborso di quanto sarà illegittimamente prelevato dai conti correnti degli abbonati di Sky. Ma certo non è incoraggiante che le grandi aziende pensino, di qui a luglio, di poter far man bassa a spese dei clienti, certe di non poter subire un’azione collettiva risarcitoria".

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