ACQUISTI. Saldi estivi, Consumatori: andamento lento

Tempo di saldi: stime finite, ora si passa ai fatti e ai primi bilanci dell’inizio delle vendite di fine stagione. Che, per i Consumatori, non sono affatto esaltanti. Certamente c’è stato nelle grandi città il peso di un caldo estivo che ha portato molti a preferire le spiagge alle strade cittadine, ma fra le file dei turisti ai negozi di griffe e l’affollamento di qualche centro commerciale dove però le vendite non hanno fatto certo il boom, un dato sembra chiaro: i saldi sono partiti in sordina e probabilmente finiranno stabili rispetto allo scorso anno, se non in ulteriore flessione. Niente miracoli, dunque, per ribaltare il calo dei consumi del 2009 segnalato proprio oggi dall’Istat.

Il Codacons ha monitorato la situazione all’avvio di sabato: partenza in sordina. "Nelle grandi città, specie Roma e Milano, i centri commerciali e le strade dello shopping si sono riempite di cittadini, che però hanno limitato gli acquisti – ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Questo perché i consumatori nel primo giorno di saldi si sono fermati a studiare le vetrine e verificare i prezzi, al fine di pianificare gli acquisti in base al proprio budget, rimandando le compere ai prossimi giorni". L’associazione prevede un miglioramento delle vendite nelle prossime settimane, ma esclude possano registrarsi impennate degli acquisti, e stima a fine saldi un andamento stabile o in lieve flessione rispetto al 2009. Nella seconda giornata di saldi, domenica, l’associazione ha rilevato un andamento negativo: "Non si è registrata alcuna corsa all’acquisto, ma anzi il numero di consumatori a caccia di sconti è diminuito del 25% – ha detto Rienzi – Le maggiori presenze si sono registrate nei centri commerciali – prosegue Rienzi – ma le vendite restano ancora al palo e non sembrano mostrare segni di miglioramento rispetto allo scorso anno".

Per l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le stime parlano di una contrazione delle vendite a saldo compresa tra il 10% e il 15% rispetto allo scorso anno. Per l’associazione, "solo il 40% delle famiglie, pari a 9 milioni e 600 mila famiglie, infatti, approfitterà della stagione dei saldi estivi, con una spesa totale di 1 miliardo e 400 mila euro, vale a dire, in media, una spesa di 146 euro a famiglia (58 euro pro capite)". La fila per le griffe è quasi tutta degli stranieri, abbigliamento e calzature vengono ormai da un lungo periodo di flessione. Risultato: "Tali prospettive dimostrano, una volta per tutte, la necessità di una liberalizzazione dei saldi, resa ancora più necessaria alla luce della grave crisi in atto e dei sacrifici che le famiglie saranno costrette a fare se passerà la manovra del Governo che, invece di rilanciare i consumi, contribuirà ad un loro ulteriore abbattimento".

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