ACQUISTI. Saldi estivi, Consumatori: andamento lento

I primi negozi oggetto di attenzione da parte dei consumatori a caccia di saldi sono stati griffe e centri commerciali – per coloro che non sono andati al mare. Nel complesso, però, l’avvio della stagione dei saldi estivi (partita sabato 2 luglio in tutta Italia) sembra all’insegna della prudenza e un po’ a rilento, almeno secondo quanto stimano e osservano le associazione dei consumatori: chi va per negozi preferisce i centri commerciali, dà un’occhiata ma non sempre acquista, si fanno file alle griffe ma soffrono i negozi di periferia, e la tendenza è quella di una stagione che complessivamente chiuderà in flessione.

Secondo il Codacons la partenza dei saldi è stata al rallentatore. "Anche quest’anno migliaia di cittadini si sono riversati nei centri commerciali e nelle strade dello shopping ma non si é registrato alcun boom degli acquisti – ha detto a caldo il presidente Carlo Rienzi – Riteniamo che anche gli sconti estivi del 2011 faranno registrare a fine periodo una riduzione delle vendite che potrà raggiungere il 15%".

Federconsumatori e Adusbef ribadiscono previsioni di contrazione: "Come avevamo previsto, in queste ore l’avvio dei saldi non è proprio entusiasmante e purtroppo saranno sempre meno le famiglie che ne approfitteranno – hanno detto le due associazioni all’avvio dei saldi – Infatti la grave situazione economica e la conseguente riduzione del potere di acquisto delle famiglie, nonché la manovra economica in discussione oltre i pesanti aumenti delle tasse sulla benzina, incideranno pesantemente sull’andamento dei saldi". Per l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori vi sarà complessivamente una riduzione dal 4% al 6% rispetto al 2010: solo il 37% delle famiglie effettuerà acquisti in saldo per una spesa media a famiglia pari a circa 141 euro.

In questo contesto, Adiconsum ha sottolineato soprattutto il carattere assunto dai saldi, ritenuti ormai un "sistema colabrodo". Ha detto infatti il segretario generale Pietro Giordano: "Che il sistema dei saldi sia un colabrodo è un dato incontestabile. I cosiddetti saldi di "fine stagione" sono una "bufala" per coloro che non sono affezionati clienti e che non ricevono il messaggino o la mail sulla vendita anticipata sui veri capi di stagione. Adiconsum ritiene che di questo dato di fatto le Associazioni delle aziende commerciali dovrebbero prendere atto: la normativa dei saldi viene costantemente aggirata e pertanto va liberalizzata e regolamentata in una logica di confronto con le Associazioni dei Consumatori". Adiconsum è dunque tornata a chiedere l’apertura di tavolo di confronto con Confcommercio e Confesercenti per affrontare il tema di una "reale liberalizzazione fondata sulla qualità dei prodotti e dei servizi, sull’assistenza alla clientela, su un codice etico capace di tutelare i consumatori e le aziende sane del settore".

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