ACQUISTI. Saldi estivi, per i Consumatori sono anacronistici

Da qualche giorno ormai si parla dell’arrivo dei saldi estivi. Dalle Associazioni dei consumatori arrivano appelli piuttosto critici per la stagione che quest’anno partirà il 1° luglio. Secondo Adiconsum, continuare con la normativa sui saldi è anacronistico. "Ormai – spiega Pietro Giordano Segretario Nazionale di Adiconsum – è sotto gli occhi di tutti come – sempre di più – tra "promozioni", "liquidazioni" e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo".

"È il tempo, secondo Adiconsum, di aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato e che i commercianti si misurino per la loro capacità imprenditoriale e non per normative di protezione varate decine di anni fa. Confcommercio e Confesercenti sanno benissimo che i commercianti effettuano sconti durante tutto l’anno, arrivando ad inventare anche la "stagione sommersa dei pre-saldi" che si consuma durante le settimane precedenti i saldi ufficiali. È il meccanismo attraverso il quale "sotterraneamente", attraverso telefonate, sms e mail si avvertono i clienti affezionati che i saldi per loro iniziano prima e che possono quindi acquistare, molti giorni prima, i capi in saldo (spesso i migliori) che certamente non saranno a disposizione di tutti i consumatori quando ufficialmente si aprirà la stagione dei saldi in quella città".

"Adiconsum – continua Giordano – sfida la Confcommercio e la Confesercenti ad aprire un tavolo, con tutte le Associazioni dei Consumatori rappresentative, che progressivamente liberalizzi il commercio a tutela dei consumatori, ma anche dei commercianti seri che non usano sotterfugi o concorrenza sleale.

Per tutelarsi da ciò, Adiconsum propone un Decalogo per i consumatori, in cui si ricorda che sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale. È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60% nascondono spesso merce non proprio nuova. Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello). È bene, infine, conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa: qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso allo sportello Adiconsum.

Secondo Aduc quello dei saldi "è uno stanco rito di un’occasione che non esiste più. I saldi sono un mero rito per far si’ che commercianti e loro associazioni si strappino le vesti e continuino a svolgere il loro lobbismo per impedire che l’economia si liberalizzi. I commercianti – conclude l’Aduc in una nota – da conservatori di nicchie di rendita, non vedono mai al di la’ del loro naso: sono sempre contrari a liberalizzazioni di orari e licenze, con leggi nazionali che lo hanno sancito ma amministrazioni locali che continuano ad impedirlo".

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