ACQUISTI. Tempo di saldi, stime a confronto

Tempo di saldi, partiti già dal 2 gennaio nelle maggiori città italiane: i negozi di Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo sono stati i primi a inaugurare la stagione delle vendite a prezzi scontati, il 3 gennaio partenza a Trieste, domani al via i negozi di Torino e Genova, chiuderanno i commercianti di Aosta il 10 gennaio. Secondo le stime di Confcommercio, la spesa media di ogni famiglia sarà quest’anno di circa 400 euro per abbigliamento e accessori, pari a una spesa totale di 6,1 miliardi di euro e a una spesa prevista procapite di 174 euro. Sempre secondo un sondaggio Confcommercio-Format, i saldi restano un appuntamento irrinunciabile per le famiglie, con sette italiani su dieci che approfitteranno delle vendite scontate per fare acquisti di stagione.

Previsioni che si scontrano però con quanto rilevato dalle associazioni dei consumatori, che da un lato sottolineano come la stagione dei saldi sarà "molto contenuta" per via degli effetti della crisi, dall’altro evidenziano alcuni consigli utili per fare acquisti senza incappare in qualche "tranello".

L’Osservatorio Federconsumatori ad esempio conferma che "la attuale stagione di saldi sarà molto contenuta per via della crisi che ancora permane e caratterizzata da una grande cautela e prudenza, da parte delle famiglie, anche rispetto allo scorso anno in cui si registrò una pesante flessione di oltre il 20%. Attualmente solo 10 milioni e 800 mila famiglie saranno interessate dai saldi, pari al 45% delle stesse". Per Federconsumatori e Adusbef i saldi dunque non decolleranno rispetto al 2008 e registreranno invece una riduzione del 5%: "La spesa per saldi si attesterà, rispetto al 2008, a circa 3 miliardi e 257 milioni di euro, cioè il 5% in meno. Con una spesa di 311 euro per ogni famiglia coinvolta, pari a 118 euro pro capite".

E se per l’associazione Contribuenti.it "il 75% dei consumatori aspetterà la fine dei saldi per fare acquisti, quando i negozianti applicheranno uno sconto di almeno il 50%" e un budget acquisti pari a 150 euro per il 66% degli italiani, a più di 200 euro per il 12% mentre una quota pari al 22% invece non sa se potrà avvalersi dei saldi, l’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che non c’è obbligo di sconto per tutti i prodotti. L’associazione chiarisce infatti che "l’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 ha stabilito che i saldi ‘riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo’. Ciò significa, in pratica, che il negoziante può decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio. Anche le vendite promozionali possono essere effettuate ‘per tutti o una parte dei prodotti merceologici’. Soltanto le vendite di liquidazione devono essere effettuate dal dettagliante al fine di vendere ‘tutte le proprie merci’, mentre le vendite sottocosto possono riguardare solo 50 prodotti".

Adiconsum a sua volta chiede "a Confcommercio e Confesercenti di aprire un confronto, con tutte le Associazioni dei consumatori per eliminare le barriere normative vecchie di decenni sui saldi e giungere progressivamente a normative che soddisfino le esigenze dei consumatori e delle aziende commerciali". "Adiconsum – ha detto Pietro Giordano, segretario nazionale – è convinta che il sistema commerciale attuale sia obsoleto e richieda una completa liberalizzazione dei prezzi, per permettere ai commercianti di misurarsi ogni giorno dell’anno sulla loro capacità di attirare clientela sulla base di un buon rapporto qualità-prezzo dei prodotti e delle merci che vendono, senza attendere il periodo estivo e natalizio dei saldi".

Per l’occasione, l’associazione ha elaborato un vademecum per districarsi nella giungla dei saldi:

  1. Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
  2. È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;
  3. Fate attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;
  4. Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;
  5. È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio;
  6. Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;
  7. Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;
  8. Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello;
  9. È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa.

 

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