ACQUISTI. Vendite al dettaglio, i commenti di Consumatori e Confcommercio

Niente di nuovo sotto il sole. È un po’ questa la cifra che accompagna i commenti dei Consumatori ai dati sulle vendite del commercio fisso al dettaglio resi noti oggi dall’Istat, che rileva una flessione del 2,6% a luglio 2009 rispetto allo scorso anno. Dai Consumatori arriva dunque la richiesta di interventi a sostegno delle famiglie e dei redditi, mentre meno negativo è il commento di Confcommercio che parla di "consumi deboli ma in via di stabilizzazione".

Per Adiconsum, "dai dati Istat emerge in tutta la sua ampiezza la gravità della recessione. Tutti i settori portano il segno meno e per alcuni la cifra è al 4%", come medicinali, calzature, viaggi, giornali. A fronte di mesi difficili, "è importante per salvaguardare il livello dei consumi e favorire una loro ripresa nel prossimo futuro, garantire gli ammortizzatori sociali a tutti coloro che hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro". Per l’associazione è dunque opportuno detassare la tredicesima mensilità e i salari territoriali e aziendali e aprire un tavolo concertativo con Confcommercio e Confesercenti per individuare soluzioni condivise per il rilancio dei consumi.

"I nuovi dati relativi alle vendite al dettaglio resi noti oggi dall’Istat, purtroppo, non fanno altro che confermare nuovamente quanto, con insistenza e pervicacia, sosteniamo da tempo": questo il commento di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Si rendono dunque necessarie manovre a sostegno delle famiglie, continuano le associazioni, che rilanciano le proposte avanzate da tempo: detassazione di almeno 1200 euro annui per le famiglie a reddito fisso e misure di sostegno a favore di disoccupati e precari.

Diversa l’opinione dell’Ufficio Studi Confcommercio: "Meno negativi rispetto ai primi mesi del 2009 ed in via di stabilizzazione i consumi anche se la domanda rimane debole". "Nel mese di luglio, infatti, l’inflazione ha raggiunto il suo minimo storico facendo segnare meno 0,2% rispetto a giugno per l’aggregato degli alimentari e meno 0,3% per quello, più ampio, dei beni di consumo – sostiene Confcommercio – Al netto di questa componente deflazionistica larga parte delle vendite in volume evidenzia, quindi, una sostanziale stazionarietà in termini congiunturali ed un decremento tendenziale molto meno negativo rispetto ai mesi precedenti".

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