ADR, nel 2009 avviate oltre 93 mila procedure

Sfiorano quota centomila le procedure di giustizia alternativa nel 2009 in Italia. Questo il dato che emerge dal quarto Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, presentato oggi a Milano e realizzato da Camera di commercio di Milano, Unioncamere e Isdaci (Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia e Regione Lombardia.

Dal Rapporto si evince che sono state oltre 93.400 le procedure di giustizia alternativa avviate in Italia nel 2009 tra Corecom, negoziazione paritetica, mediazione amministrativa, arbitrati e riassegnazione nomi a dominio. In primo piano c’è la conciliazione presso i Corecom, con 43.403 domande in materia di telecomunicazioni, il 46,4% del totale, in crescita del 12% per controversie relative soprattutto a telefonia fissa e servizi internet. Segue la negoziazione paritetica che nasce dai protocolli sottoscritti da imprese e associazioni di consumatori per la risoluzione di controversie in materia di consumo – 30.213 domande, il 32,3%. Ci sono poi la mediazione amministrata da Camere di commercio o da altri organismi (18.958, il 20,3% del totale) e l’arbitrato che costituisce lo 0,9% di tutte le procedure.

Nelle Camere di Commercio, sono aumentate del 21% fra 2008 e 2009 le conciliazioni fra imprese mentre subiscono una flessione del 14,5% quelle tra imprese e consumatori. Crescono anche gli arbitrati.

La giustizia alternativa si presenta come occasione per fronteggiare i ritardi cronici del sistema giudiziario. Ha detto Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano: "I ritardi per la giustizia rappresentano un costo: si stimano 4 mila euro a impresa, 23 miliardi per le imprese italiane. Gli imprenditori ed i consumatori hanno bisogno di una giustizia veloce ed efficiente che consenta di risolvere in modo economico le controversie".

"Le Camere di commercio credono che il rafforzamento degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie potrà contribuire a recuperare quella certezza del diritto che le imprese e i consumatori italiani chiedono e che costituisce un primo passo verso un miglioramento della credibilità economica e finanziaria del Paese e verso un rilancio degli investimenti – ha detto il vicepresidente di Unioncamere, Costantino Capone – È fondamentale, quindi, operare da subito per rendere effettiva la riforma e raggiungere l’obiettivo fondamentale di ridurre tempi e i costi e semplificare le procedure. Il sistema camerale, con la sua rete di 69 Camere Arbitrali e i 105 Servizi di conciliazione, è pronto ad accogliere la sfida della riforma della mediazione e si augura vivamente che non intervengano rinvii all’entrata in vigore dalla condizione di procedibilità".

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