AGRICOLTURA. AIAB: al via incontri sul miglioramento genetico partecipativo

Un ciclo di incontri da oggi fino al 4 giugno per affermare che l’agricoltura ha bisogno non degli Ogm ma del "miglioramento genetico partecipativo", un nuovo approccio che si fonda sul coinvolgimento di agricoltori, allevatori e produttori. "Negli ultimi decenni – afferma l’AIAB, che organizza la settimana – i fenomeni di desertificazione sono avanzati anche in Italia. Soprattutto al Sud Italia, questi processi di inaridimento del terreno rendono sempre più complicato il ruolo dell’agricoltura. La soluzione per coltivare anche in condizioni sempre più estreme non è l’utilizzo degli Ogm, inefficaci e con troppi rischi, ma il miglioramento genetico partecipativo. Questo argomento è al centro della settimana di incontri che si svolge in Italia a partire da oggi, 31 maggio fino a venerdì 4 giugno, in diverse città italiane. "Il Miglioramento genetico partecipativo: quale futuro in Italia?" è il titolo del ciclo che a partire da oggi prevede ogni giorno un incontro in una città diversa: Firenze, Pisa, Macerata, Bologna e Udine".

Gli incontri vertono in particolare sul lavoro dello studioso Salvatore Ceccarelli, che insieme alla collega Stefania Grando, dal 1984 si occupa di miglioramento genetico dell’orzo presso l’Icarda (Centro internazionale di ricerca in agricoltura nelle aree aride), dove attualmente è consulente in miglioramento genetico. L’Icarda cura programmi su cinque colture (grano, orzo, lenticchie, ceci e fave) in oltre 50 villaggi di sei paesi (Algeria, Egitto, Eritrea, Giordania, Siria e Iran).

La settimana di incontri in Italia è un primo momento di confronto sul miglioramento genetico partecipativo, molto diffuso nel sud del mondo, ma ancora poco praticato in Europa. La settimana si inserisce nelle attività della prima annualità del Piano Nazionale Sementiero Biologico, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e la sua realizzazione è a cura dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, con la collaborazione della Rete semi rurali.

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