AGRICOLTURA. Agriturismo in Toscana, verso un’offerta più qualificata e radicata nel territorio

Prima la crescita esponenziale, ora il rafforzamento qualitativo e la spinta a una diversificazione delle attività, con particolare attenzione a quelle legate alle tradizioni rurali. Per l’agriturismo toscano si apre una nuova, stimolante stagione, i cui contenuti di fondo sono stati illustrati dall’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni alla vigilia di Agri&Tour, l’unica manifestazione nazionale dedicata al turismo in campagna e al turismo rurale, che l’assessore inaugurerà domani ad Arezzo.

Negli ultimi anni – ha evidenziato Susanna Cenni – l’agriturismo ha conosciuto nella nostra regione un autentico boom: dal 2002 a oggi le azienda autorizzate sono aumentate del 40%. Oggi è a mio avviso necessario consolidare e qualificare questa offerta, più che puntare a incrementare il numero di strutture e posti letto: per questo, con il nuovo piano di sviluppo rurale incentiveremo soprattutto gli interventi volti a potenziare i servizi di ospitalità e a diversificare le attività, valorizzando mestieri e tradizioni rurali, ma anche i percorsi educativi e quelli socio-assistenziali. Per affrontare un mercato sempre più competitivo è necessario che l’azienda agrituristica allarghi a ventaglio le sue proposte, evidenziando soprattutto quelle che mettono in luce il suo legame con le radici del territorio". L’assessore ha quindi messo in luce le opportunità per il comparto rappresentate dalla manifestazione aretina, autentica vetrina per il settore che quest’anno sarà visitata da almeno cento tour operator provenienti da tutto il mondo e in cui rilevante sarà il ruolo della Regione che, attraverso lo stand allestito dalle agenzie Arsia e Toscana promozione valorizzerà quest’anno soprattutto gli antichi mestieri, "espressione unica della nostra tradizione, della nostra cultura rurale, sintesi di una creatività tipicamente toscana".

L’agriturismo in cifre. Oltre 3.500 aziende per circa 43mila posti letto. E’ questa la fotografia dell’agriturismo toscano. Numeri che configurano una leadership indiscussa: in Toscana si trovano il 24 per cento delle imprese italiane, quasi una su quattro. All’interno del comparto cresce gradualmente il numero di aziende che offrono servizi di ristorazione (sono 746, pari al 21,2%) e che sviluppano attività ricreative e culturali (546, il 15,5). Quanto alla distribuzione territoriale è sempre Siena la provincia con un maggior numero di agriturismi (940), seguono Grosseto (772), Firenze (535), ed Arezzo (385), poi Pisa (309), Livorno (189), Lucca (155), Pistoia (125),Massa Carrara (90), infine Prato (27). Le presenze agrituristiche superano i 2milioni annui, con un tasso di permanenza degli ospiti pari a 5,6 notti, superiore alla media delle altre strutture ricettive. Per quanto riguarda le provenienze dall’estero, gli arrivi dalla Germania si collocano al primo posto (26,5 sul totale degli stranieri), seguiti dagli Usa (12,3), dal Regno Unito (10,9), e dai Paesi Bassi (8,9).

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