AGRICOLTURA. Annuario Inea: il 2007 un’annata stazionaria e poco brillante

"Un’annata stazionaria e poco brillante". Così il presidente dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea), Lino Carlo Rava, ha definito il 2007 presentando l’Annuario dell’Agricoltura Italiana oggi a Roma. Tra i fattori che hanno caratterizzato lo scorso anno ci sono "l’impatto negativo delle condizioni climatiche, le nuove abitudini alimentari dei paesi emergenti, come Cina e India, le difficatoltà per il settore zootecnico per l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà di approvigionamento".

L’annuario è al suo 61esimo anno di pubblicazione e "rappresenta – ha proseguito Rava – una vera e propria cronaca dell’agroalimentare, ma anche una preziosa raccolta di dati sulla materia. Si tratta di un lavoro che è stato possibile grazie alla collaborazione con il mondo istituzionale e accademico. Quest’anno il lavoro si arricchisce con un nuovo capitolo sul sistema agroalimentare con informazioni di tipo economico e di carattere strutturale e tre nuove indagini sul mercato fondiario, gli immigrati e il bilancio consolidato del sostegno pubblico all’agricoltura".

Secondo l’Annuario l’economia mondiale registra una crescita del 4,9% con un incremento maggiore nelle economie emergenti. Riprendendo i dati Fao, la situazione agroalimentare è caratterizzata da un significativo aumento dei prezzi dei beni alimentari (+24%) soprattutto per gli incremnti di oli vegetali, cerali, prodotti lattieri e riso. Diversificata la situazione italiana: nel 2007 si è registrato un lieve aumento del Pil (+1,5%) e del valore aggiunto (+1,6%) al costo dei fattori grazie ai servizi (+1,8%) e all’industria (+0,8%). L’agroalimentare sperimenta però una leggera flessione con un valore aggiunto stazionario (-0,2%) e un’industria alimentare in discesa (-1,7%).

La pubblicazione parla anche della questione dei prezzi che "ha implicato l’impossibilità di continuare a circoscrivere il fenomeno inflazionistico a seguito del più elevato tasso di crescita dell’indice dei prezzi al consumo di bene alimentari (+2,8% contro l’1,8% generale) e dei prezzi alla produzione (+4,9%) contro il 3,5% generale).

Positivo l’andamento registrato nel 2007 per gli scambi agroalimentari: l’incremento delle esportazioni (6,2%) è risultato più marcato rispetto a quello delle importazioni (2%) determinando una riduzione del deficit agroalimentarepassato da 8.652 del 2006 a 7.899 milioni di euro del 2007. L’analisi dei principali comparti dal lato delle esportazioni evidenzia ai primi posti le bevande (19,2%), i derivati dei cereali (12,7%) e la frutta fresca (8,6%). Sul fronte delle importazioni i settori più dinamici sono stati quelli delle carni fresche e congelate (12,5%) e del lattiero caseario (10%).

Tra gli approfondimenti del rapporto un’indagine sugli immigrati extracomunitari nell’agricoltura italiana nel 2007. Secondo l’Annuario i cittadini extracomunitari sul totale degli immigrati risultano pari al 9%, poco più di 114.000 unità. Rispetto al 2006 sono in forte diminuzione (-28%), per effetto dell’acquisizione dello status di cittadino comunitario da parte di bulgari e rumenti. Si tratta soprattutto di utilizzi di natura stagionale. Nel 2007 si assite inoltre ad un miglioramento della regolarizzazione dei rapporti di lavoro grazie all’intensificarsi delle azioni ispettive e comunque dell’aumentata sensibilità dei soggetti. Un ulteriore elemento di qualificazione dell’occupazione extracomunitaria è la crescita del numero di imprese a titolarità extracomunitaria: 1-2% rispetto al totale delle imprese con extracomunitari.

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