AGRICOLTURA. Assemblea Coldiretti, Bedoni: “Difendere Made in Italy e combattere agropirateria”

"Crediamo che si stiano creando le condizioni per un miglioramento netto di clima nei rapporti di filiera e per la realizzazione di seri accordi tra agricoltura, industria e distribuzione tesi a valorizzare il Made in italy in tutti i suoi aspetti qualificanti". Lo ha detto Paolo Bedoni, presidente di Coldiretti nel corso dell’Assemblea Nazionale dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli che si è svolta oggi a Roma.

Bedoni ha sottolineato che si è soprattutto creato un clima favorevole sul tema dell’indicazione e della valorizzazione dell’origine in etichetta, vista anche dall’industria non più come un limite alle politiche di marca, ma come un’occasione davvero rilevante per una loro ulteriore qualificazione. Un risultato che – ha precisato Bedoni – è anche il frutto dell’aria nuova che, sotto la spinta della Coldiretti, si comincia a respirare in Europa dove il Copa/Cogeca, che riunisce 15 milioni di lavoratori in agricoltura, ha approvato quasi all’unanimità un documento nel quale si chiede che "nella futura legislazione comunitaria in materia di etichettatura degli alimenti occorre prevedere soprattutto per i trasformati un’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agricoli impiegati intesa come luogo in cui il prodotto è stato coltivato o in cui l’animale è stato allevato".

In riferimento all’apertura a Ginevra della nuova fase negoziale sul Doha Round (WTO), in tema di contraffazione, Bedoni ha ricordato l’importanza di un impegno della Commissione Europea a difesa dalle contraffazioni e dall’agropirateria che colpiscono vini e cibi a denominazione di origine. "Una necessità – ha precisato Bedoni – per rilanciare le esportazioni nazionali sul mercato globale dove si stima che sia falso un piatto italiano su tre e il fatturato dei prodotti Made in Italy taroccati raggiunge gli oltre 50 miliardi di Euro.

"La tutela delle denominazioni è importante per garantire la trasparenza degli scambi e una concorrenza leale tra Paesi e il raggiungimento di un accordo su questo tema rientra tra gli interessi nazionali prioritari nel negoziato perchè per l’Italia significherebbe – ha sostenuto Bedoni – la possibilità di recuperare spazi di mercato con lo stop alla "pirateria agroalimentare" che nel mondo continua a utilizzare impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale. Contro i pirati del cibo che falsificano l’identità territoriale degli alimenti sul mercato globale ostacolando il commercio leale, l’Unione Europea – ha precisato il presidente della Coldiretti – deve ricercare un’alleanza anche con i paesi in via di sviluppo (PVS)".

Il presidente di Coldiretti è intervenuto anche sul tema referendum. "L’auspicio – ha dichiarato – è che ora il sistema politico garantisca un periodo di stabilità e di governabilità e che valorizzi finalmente un bisogno fondamentale: quello del rispetto delle regole del gioco che si fonda sul principio della reciproca legittimazione tra gli schieramenti alternativi".

"La nostra opinione – ha aggiunto – è che il dibattito sui temi della riforma istituzionale doveva essere messo al riparo dalle schematicità imposte da un conflitto politico fortemente radicalizzato. Sapevamo che, qualunque fosse stato l’esito del voto referendario, la questione istituzionale sarebbe rimasta aperta e una nuova fase di confronto e di elaborazione sarebbe stata necessaria, con il concorso di entrambi gli schieramenti. Noi, come forza sociale (e come altre forze sociali) ci siamo tenuti fuori dalla parzialità e dalla radicalità di una contrapposizione di cui abbiamo visto le insidie e i pericoli. Questo non significa che intendiamo rinunciare al diritto-dovere di far sentire la nostra voce su questioni e temi che sono di nostro grande e diretto interesse in quanto cittadini e in quanto organizzazione di rappresentanza d’impresa".

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