AGRICOLTURA. Bio-day, quando la ricerca va a supporto del settore biologico lombardo

Un’istantanea delle filiere biologiche e degli impatti dell’azienda agraria. Era questo l’ordine del giorno del convegno ‘Bio-day – Produzione agricola biologica – Lo stato della ricerca in Lombardia’, che si è tenuto a Milano, per volontà della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia, in collaborazione con Agrimercati S.C.p.A., azienda della Camera di Commercio di Milano e delle Associazioni di rappresentanza per lo sviluppo delle filiere agricola e agroalimentare.

"Uno dei principi-chiave dell’agricoltura biologica è la valorizzazione delle risorse naturali e della produzione, la conservazione delle potenzialità dell’agro-ecosistema e il mantenimento della complessità funzionale dell’ambiente per le generazioni future", ha affermato Luca Daniel Ferrazzi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

Scopo del convegno era quello di tracciare un quadro della consistenza e del valore economico delle produzioni biologiche lombarde, della loro caratterizzazione in termini ambientali e di tutela del territorio, fornendo allo stesso tempo – ai consumatori, ai diversi soggetti coinvolti nella filiera e alle amministrazioni pubbliche – una serie di utili strumenti affinché possano orientarsi meglio nel variegato ‘mondo del biologico’.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i due progetti di ricerca ‘Le filiere biologiche in Lombardia’ e ‘Gli indicatori agroecologici per l’agricoltura biologica’, avviati nell’obiettivo di ampliare le conoscenze rispetto a questo settore e delineare una fotografia delle aziende bio-presenti sul territorio lombardo e del relativo impatto sul comparto agroalimentare.

"L’agricoltura biologica rappresenta un’opzione interessante sia dal punto di vista produttivo sia commerciale: da una parte gli agricoltori possono esplorare nuovi mercati, dall’altra i consumatori hanno un’opportunità di scelta in più per i loro acquisti – ha aggiunto Carlo Franciosi, presidente di Agrimercati – I risultati espressi dalle ricerche sono uno strumento importante per riuscire a valutare il valore intrinseco che poi viene esplicitato nei prezzi al dettaglio di prodotti specifici, come quelli dell’agricoltura biologica".

La Lombardia si colloca fra le regioni italiane che presentano i valori più elevati di consumi biologici. Nell’area del Nord Ovest infatti, nel 2007 si è rilevata un’incidenza pari al 41,4% del valore complessivo dei consumi nazionali, cui corrisponde invece un’offerta di agricoltura biologica regionale di dimensioni molto limitate, pari a circa il 2% della superficie biologica nazionale.

Sulla base di un’indagine svolta su un campione di 227 produttori biologici (che rappresentano il 27,8% del totale dei produttori biologici lombardi e il 57,2% di quelli che utilizzano la dicitura di ‘conformità’ per la vendita del prodotto), è emerso come i cereali rappresentino le colture biologiche maggiormente sviluppate della regione (circa il 49% della superficie a campione), seguiti dalle coltivazioni foraggere (31%), dalle colture industriali (7%), dalle coltivazioni arboree (circa il 3%), dalle colture orticole (quasi il 2%), e infine, da altre colture che nell’insieme raggiungono un ulteriore 8%.

di Flora Cappelluti

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