AGRICOLTURA. Cia: le mani della criminalità organizzata sulle campagne

Le mani della criminalità organizzata sull’agricoltura italiana. I reati sono i più vari: racket, furto, pizzo, usura, rapine, discariche abusive, aggressioni, abigeato, caporalato e sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Quattro agricoltori su dieci hanno subito, o subiscono, gli effetti di mafia, camorra, sacra corona unita e ‘ndrangheta. Si contano più di cento reati al giorno nelle campagne. E il giro d’affari alimentato dalla criminalità è pari a 10 miliardi di euro. La fotografia di un’agricoltura italiana terrorizzata dalla criminalità organizzata è scattata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha anticipato i risultati di un dossier di prossima pubblicazione. E il fenomeno, puntualizzano gli agricoltori, riguarda tutta Italia.

"E’ un crescendo di furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato, rapine, estorsioni, il cosiddetto "pizzo", discariche abusive, macellazioni clandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, truffe nei confronti dell’Unione europea, "caporalato" – denuncia la Confederazione – Prima erano solo Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni in cui l’attività delle organizzazioni malavitose concentravano la loro azione ai danni dell’agricoltura. Da alcuni anni a questa parte la malavita ha allargato il suo giro d’azione. Altre regioni del Centro e del Nord sono finite nel mirino dei criminali e gli agricoltori ne pagano le spese".

Negli ultimi due anni più di 200 mila animali sono stati rubati dalla malavita per essere destinati alla macellazione clandestina. Ai primi posti fra i reati contro l’agricoltura ci sono i furti di attrezzature e mezzi agricoli, il racket e l’abigeato. E ci sono le discariche abusive, con rifiuti che viaggiano in tutto il paese. "Come è stato affermato dall’apposita Commissione parlamentare, i rifiuti – commenta la Cia – non si muovono solo dal Nord verso il Mezzogiorno, dove vengono smaltiti in discariche non autorizzate, cave dismesse, sprechi d’acqua o nel sottosuolo di fondi a destinazione agricola. Oggi si registrano anche le rotte che dal Nord-Ovest vanno a Nord-Est, che dal Nord arrivano al Centro e anche quelle che dal Sud portano a Nord, con la nascita di veri e propri cartelli di trafficanti che operano sia a livello regionale che interregionale".

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