AGRICOLTURA. Confagricoltura Roma lancia accordi di filiera locali su biodiesel, birra e carne

Confagricoltura Roma lancia accordi di filiera su biodiesel, birra, carne bovina "made in Roma", con l’obiettivo di creare un "volano di sviluppo" a partire dall’agricoltura. "Si è abituati a pensare a Roma come la capitale istituzionale e amministrativa del Paese. Con un’economia trainata essenzialmente dai servizi – ha detto il presidente di Confagricoltura Roma Massimiliano Giansanti – Ma non va trascurato che Roma è tra le prime dieci-quindici province italiane per valore aggiunto agricolo e per estensione della superficie agricola complessiva; infatti sono ben poche quelle che possono vantare più di 200 mila ettari di superficie agricola". Di conseguenza "non va sottovalutato il ruolo ed il peso dell’agricoltura. A Roma e provincia ci sono più aziende agricole e agroalimentari che alberghi e ristoranti".

In occasione delle iniziative per gli ottanta anni dell’organizzazione, che si sono svolte ieri, sono dunque stati annunciati una serie di accordi di filiera. In particolari, Confagricoltura Roma, evidenzia una nota, ha sottoscritto accordi: "con Italgreenoil per la produzione di 5 mila tonnellate di biodiesel da altrettanti ettari di colza trasformati in olio e poi in biodiesel, utilizzabile come carburante e combustibile nella provincia di Roma"; "con la Confcommercio di Roma per la commercializzazione in "filiera leggera" della carne bovina (la carne romana sulla tavola dei Romani)"; "con la Peroni per la messa a coltura di 2 mila ettari destinati ad orzo per la produzione di birra. Da queste superfici si otterranno 8 mila tonnellate di orzo che daranno 130 milioni di boccali di birra per anno". È inoltre in via di elaborazione un accordo con Acea per le tariffe dell’elettricità e la produzione di energia rinnovabile.

"Il nostro – ha detto Massimiliano Giansanti – è un progetto integrato per i mercati e per il mercato; le nostre intese riguardano imprese agricole romane che si accordano con imprese di altri settori, sempre romane. Non privilegia il territorio perché è genericamente ‘a chilometro zero’, ma perché è sostenibile, crea attività d’impresa sul territorio, reddito, crescita economica e dell’occupazione e quindi ricchezza per le generazioni future".

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