AGRICOLTURA. Confagricoltura fa il punto sulla competitività delle imprese agricole

Aumento dei costi produzione, evoluzione dei prezzi di origine e semplificazione dei rapporti di lavoro. Questi i principali temi affrontati oggi dal presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso di una conferenza stampa sulla competitività delle imprese agricole. Lo riferisce l’Organizzazione agricola italiana in una nota.

Cresce per Confagricoltura il disagio delle imprese agricole, a causa all’aumento inarrestabile dell’energia (luce e gas) utilizzata per fini produttivi, come l’irrigazione, l’essiccazione, i cicli di prima manipolazione e lavorazione. Nell’ultimo anno l’elettricità è aumentata del 17,6%, il gasolio di oltre il 30%.

"L’ aumento – ha spiegato Vecchioni – riguarda in modo pesante anche i prezzi dei mezzi di produzione (concimi, carburanti ecc.). Nell’ultimo anno i prodotti energetici sono rincarati mediamente del 12,6%, i mangimi del 5,5%, le sementi del 3,5%, gli antiparassitari del +3,4%".

L’organizzazione ha sottolineato come nell’ultimo anno si è avuto un aumento dei costi di produzione del 9,6%. "Al fine di evitare – ha sottolineato Confagricoltura – un trascinamento degli aumenti sui prezzi al consumo, occorre intraprendere tutte le possibili azioni che permettano al settore primario di contenere i costi di produzione: la creazione di reti di vendita alternative; l’adozione di tecniche a minor consumo di mezzi tecnici (ad esempio minimun tillage, strategie di produzione integrata, efficienza energetica); costruzioni di filiere produttive di energia aziendale ed interaziendali che rendano le aziende autosufficienti energeticamente; la diminuzione dell’incidenza della tassazione (elettricità e gasolio agricolo).

Per quel che riguarda i prezzi all’origine, Vecchioni ha affermato che "è rientrato quasi completamente, in Italia, l’effetto dei rincari sulle materie prime agricole su scala internazionale che ha caratterizzato i mesi passati". Le ultime rilevazioni Ismea dimostrano che, rispetto allo scorso anno (agosto 2008 rispetto ad agosto 2007) i prezzi all’origine dei prodotti agricoli italiani sono aumentati in media solo del 2,8 per cento, mentre i costi sono cresciuti di quasi il 10%. Anche per i cereali, praticamente i prezzi si collocano sui valori dello scorso anno, senza apprezzabili incrementi e con un vero e proprio crollo delle quotazioni di frumento e mais, evidenziabile anche graficamente.

Infine, Confagricoltura ha sottolineato come occorra incidere sulla quantità e la complessità degli adempimenti richiesti alle imprese per l’instaurazione e la gestione dei rapporti di lavoro, che hanno un impatto fortemente negativo sia sulle aziende, sia sull’intero sistema. In particolare, la proliferazione di domande, comunicazioni, registrazioni a carico dei datori di lavoro sia per quanto riguarda i dipendenti di nazionalità italiana, ma, ancor di più, per gli stranieri.

"Ricordiamo al governo – ha concluso Vecchioni – l’obiettivo politico che si è dato far crescere di più e meglio la componente produttiva del Paese. Per questo rivolgiamo le nostre sollecitazioni sulle priorità che riguardano le imprese agricole".

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