AGRICOLTURA. Frutta gratis nelle scuole europee: la proposta della Commissione

BRUXELLES. Recuperare la frutta e la verdure come alimenti fondamentali della dieta. E’ questo uno degli obiettivi della proposta lanciata dalla Commissione Europea che a partire dal prossimo anno si accollerà il 100% delle spese per le operazioni di distribuzione gratuita di questi alimenti nelle scuole, colonie di vacanze, ospedali, enti caritativi, ospizi per persone anziane e istituti di pena, nel limite quantitativo del 5% della produzione commercializzata da ciascuna organizzazione di produttori.

Con questa iniziativa l’Ue mira a conseguire due obiettivi contemporaneamente. Da una parte promuovere una migliore alimentazione tra i giovani per frenare l’attuale tendenza all’obesità della popolazione europea. Dall’altro dare sbocco all’eccedenza di frutta e verdura degli agricoltori comunitari. Il consumo di questi prodotti un Europa è molto inferiore a quello che l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, che è pari a un consumo giornaliero di 400 grammi pro capite. Attualmente solo la Grecia e l’Italia raggiungono e superano questo livello. Il presupposto riservato per questa azione è però meno ambizioso del suo progetto: otto milioni di euro per finanziare le "donazioni". A questa cifra si aggiungono comunque altri sei milioni di euro riservati al finanziamento di iniziative per i minori di 18 anni, tra cui campagne di informazionee prevenzione.

I prodotti ritirati dal mercato potranno essere distribuiti gratuitamente ad enti cariativi, scuole e colonie di vacanze ma garantiranno allo stesso tempo che i produttori europei possano continuare a ricevere aiuti per le eccedenze delle loro produzioni. Sulla carta l’Italia, primo produttore comunitario con un fatturato di 11,2 miliardi, dovrebbe riuscire a mantenere il livello annuo di finanziamenti che si avvicina al miliardo.

L’iniziativa fa parte di un’ampia riforma dell’organizzazione comune dei mercati nel settore ortofrutticolo, intesa ad allineare questo settore con il resto della Politica Agricola Comunitaria riformata. La proposta mira a potenziare la competitività e l’orientamento al mercato dell’ortofrutta europea, a ridurre le fluttuazioni di reddito dovute alle crisi di mercato, ad aumentare il consumo di ortofrutticoli, a promuovere la tutela ambientale e, ove possibile, a semplificare la normativa e alleggerire l’onere amministrativo.

La riforma incoraggerà un maggior numero di coltivatori ad aderire alle organizzazioni di produttori, fornirà alle OP nuovi strumenti per la gestione delle crisi, incorporerà il settore ortofrutticolo nel regime di pagamento unico, renderà obbligatoria una soglia di spesa per interventi ambientali, potenzierà i finanziamenti UE a favore della produzione biologica e per azioni promozionali e abolirà le sovvenzioni all’esportazione per l’ortofrutta. La Commissione si augura che la proposta di riforma – che non avrà alcuna incidenza sul bilancio – sia approvata dal Consiglio e dal Parlamento entro il primo semestre 2007 e possa entrare in vigore nel 2008.

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