AGRICOLTURA. I contadini sardi chiedono di bloccare le vendite all’asta delle aziende

Bloccare subito le vendite all’asta delle aziende sarde per affrontare quella che appare come "la più grave crisi dell’agricoltura italiana dopo quella della Parmalat": con questo obiettivo una delegazione di contadini della Sardegna, organizzato nel Comitato di lotta degli esecutati, si è recato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali dove ha incontrato il sottosegretario Stefano Boco, che ha convenuto sulla necessità di trovare un tavolo di lavoro per individuare soluzioni efficaci e misure urgenti. All’incontro hanno preso parte l’esecutivo nazionale di Altragricoltura e il presidente del Soccorso Contadino.

La situazione è critica per oltre cinquemila aziende agricole sarde. Per Riccardo Piras, che fa parte del comitato, "la Sardegna sta perdendo il suo patrimonio secolare di lavoro agricolo, gli uomini e le donne delle migliaia di aziende agricole sarde con la vendita all’asta sono umiliati, ad una intera generazione di pastori e agricoltori è negato il futuro". Le proposte per intervenire sono state illustrate da Giorgio Matta, del Soccorso Contadino Sardo: "Bloccare immediatamente tutte le vendite all’asta e tutti gli atti esecutivi, accertare la reale natura dell’indebitamento delle aziende verificando quanto sia il dovuto e quanto, in realtà, sia artificiosamente e colpevolmente gonfiato nella determinazione delle somme dovute al sistema creditizio, aprire un tavolo di trattativa con le banche e con l’Unione Europea con l’obiettivo di realizzare misure straordinarie per risolvere la drammatica situazione".

Per il coordinatore nazionale di Altragricoltura Gianni Fabbris serve subito "una soluzione che tuteli chi lavora la terra in Sardegna": "Quindici anni fa, mentre esplodeva la crisi per una legge regionale dichiarata illegale dalla Commissione Europea, le banche sarde – ha detto Fabbris – pretendevano crediti nei confronti delle aziende agricole pari al 92% dell’intera produzione agricola regionale di un anno (mentre nel resto dell’Italia era il 17%). Oggi le stesse banche pretendono circa 700 milioni di Euro dai contadini sardi". Da qui l’invito del Comitato di lotta degli esecutati alla Regione: lavorare con il governo nazionale perché siano individuate misure urgenti.

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