AGRICOLTURA. Istituto Nazionale di Economia Agraria presenta Terzo Rapporto

Un quadro con luci e ombre, quello dell’agricoltura italiana, contenuto nel Terzo Rapporto dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria. Buon andamento della produzione, aumento dell’economia sommersa, andamento altalenante dell’occupazione, prezzi al consumo costantemente elevati. Ecco i dati caratterizzanti della nostra agricoltura che, peraltro, anche alla luce delle più recenti riforme della politica agricola europea, continua a ricevere supporto rilevante da parte dello Stato.

Per quanto riguarda gli interventi pubblici, l’agricoltura italiana ha beneficiato nel periodo 2000-2004, di circa 16 miliardi di euro l’anno, un sostegno costituito per il 69% da trasferimenti diretti (di cui 41,2% erogati nel quadro della Pac e il 24,2% per gli interventi regionali) e per il 31% da agevolazioni, soprattutto previdenziali e contributive (16,5%).
Per quanto riguarda gli obiettivi specifici, nel 2003 quasi la metà del sostegno (il 46%, pari a 7 miliardi di euro) è andato ad interventi a beneficio delle imprese, il 29,1% ad aiuti al reddito; il resto per interventi infrastrutturali (17,3%), per interventi inerenti i servizi allo sviluppo (2,2%), interventi a favore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (2,4%) e per la ricerca, per la quale si è continuano a spendere cifre insignificanti (pari all’1% del totale).

Secondo l’Inea, il 2004 "verrà ricordato per l’ottima annata da un punto di vista produttivo", ma anche e, soprattutto, per la forte caduta dei prezzi alla produzione, -4,0%, particolarmente accentuata per alcuni comparti come quello delle produzioni orticole (-11,3%) nel complesso e delle produzioni legnose (-3,1%). In particolare, alcune produzioni orticole hanno subito penalizzazioni più consistenti in termini di prezzo quali: spinaci (-26,0%), indivia (-23,2%), radicchio (-15,1%), peperoni (-11,6%). Addirittura, segnala l’Istituto, "in alcuni casi e per determinati periodi di tempo, alcune partite di prodotto non sono state neanche raccolte, data l’esiguità dei prezzi al produttore, che non riuscivano a coprire i costi".

Non è andata così, però per i prezzi al consumo, che non hanno visto alcuna riduzione: nel periodo 2001-2004 frutta e ortaggi sono cresciuti mediamente del 26%. La spesa delle famiglie a prezzi costanti è scesa del -4,1% nel corso del solo 2004, e del -8,1% nel periodo 2001-2004. Ortaggi e patate, in particolare, i prodotti che ne hanno maggiormente risentito.
Cala anche, e costantemente, l’occupazione. In particolare, il numero dei lavoratori autonomi è in costante riduzione ormai dal 1990 (mediamente del -3,0 % all’anno). Tendenza inversa, invece, per i lavoratori dipendenti del settore (+2,6 %), da mettere in relazione – per l’Inea – con il buon andamento dei raccolti, che hanno favorito nuove assunzioni e un’espansione delle opportunità di lavoro.

Il comparto agricolo resta comunque il settore del nostro mercato del lavoro maggiormente caratterizzato dal lavoro nero. Se le stime Istat, aggiornate al 2002, valutano al 15,1% la quota di valore aggiunto prodotto nell’area del sommerso per l’intera economia, nel settore agricolo, tale percentuale sale ad oltre il 30%, anche a causa di un particolare regime di esonero in tema di dichiarazione di cui l’agricoltura italiana beneficia.

 

 

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