AGRICOLTURA. Maltempo, Coldiretti: “Neve al Nord scongiura rischio siccità”

Il ritorno dell’inverno, con le nevicate sull’arco alpino di questi giorni, è un sollievo contro l’emergenza idrica. Lo rileva Coldiretti, dopo i recenti allarmi sul fenomeno siccità del Settentrione. "La neve caduta nelle montagne dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia, fino all’Abruzzo – osserva la Coldiretti – sopperisce alla carenza di riserve idriche dovuta anche alla mancanza nel Nord Italia di bacini di captazione dell’acqua necessari per affrontare i mesi di siccità".

Solo nelle ultime 24 ore Coldiretti ha registrato un aumento di ben due metri del livello del fiume Po al Ponte della Becca. "Se la caduta della grandine – afferma la Coldiretti – ha causato danni per milioni di euro in molte regioni, l’effetto della neve caduta si prolungherà nel tempo poiché si scioglie più lentamente e viene assorbita dal terreno con gradualità e senza dispersioni. Un effetto che, anche se non risolverà completamente il problema della carenza idrica, è certamente più positivo di quello provocato dalle piogge intense che tendono a scorrere via superficialmente sul terreno senza essere assorbite". "In Piemonte – riferisce la Coldiretti – la neve è arrivata fino ai 1500 metri di San Sicario dopo tre giorni di temporali e piogge e calo delle temperature in poche ore di oltre dieci gradi. In Lombardia, nelle Prealpi orobiche nel Bergamasco la neve è caduta anche sui pascoli sotto duemila metri di altezza, fatto che non si verificava da un quarto di secolo. Su tutto il Veneto si stanno abbattendo temporali, vento e pioggia, sulle cime dolomitiche sta nevicando intensamente. In Emilia la neve è caduta con abbondanza su tutte le cime appenniniche con il monte Cimone completamente ammantato dalla coltre".

"Brusco l’abbassamento delle temperature nelle zone interne abruzzesi, sulle vette dal Gran Sasso alla Maiella con intense nevicate mentre a Campo Imperatore – continua la Coldiretti – si sono accumulati tra i 15 ed i 20 centimetri di neve fresca. Molto grave – riferisce la Coldiretti – è il bilancio della grandine nelle campagne di Veneto, Friuli, Marche, Puglia, Calabria e Romagna con distruzione fino al 100 per cento dei raccolti nelle zone dove è caduta con inaudita violenza. Un’ondata di maltempo che da Nord a Sud della Penisola a macchia di leopardo ha causato danni per milioni di euro a pesche, pere, mele, kiwi, clementine, orzo, ortaggi, granoturco, frumento, vite e oliveti". "Il caldo record invernale degli ultimi due secoli – conclude la Coldiretti – ha determinato un anticipo di maturazione per molte colture che sono state colpite, poco prima della raccolta, dalle grandinate provocate dal contrasto termico tra aria fredda proveniente dal Nord Europa e aria calda del Mediterraneo".

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