AGRICOLTURA. Marini (Coldiretti): “Il futuro dell’Italia? Essere diversi e migliori”

L’agricoltura sta vivendo una stagione di crisi mondiale, ma esiste un caso Italia. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all’Assemblea nazionale che si è tenuta oggi a Roma. Oltre alla speculazione sulle materie prime ed alla diffusione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sotto il pressing delle multinazionali, l’agricoltura italiana subisce gli effetti di altri mali: da una parte il furto di identità e di immagine che ogni giorno mette in commercio cibo proveniente da chissà dove come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori. Secondo l’Eurostat, infatti, dal 2000 al 2009 i redditi agricoli reali nel nostro paese sono diminuiti del 36% contro una crescita del 5,3% nell’Unione europea.

"Il futuro della nostra agricoltura – ha precisato Marini – sarà nell’essere diversi e migliori e non omologati a quei sistemi produttivi che operano con strutture di costi per noi irraggiungibili. Il problema è non farsi copiare le nostre eccellenze e non replicare modelli che il mercato ha già abbondantemente bocciato, come nel caso degli Ogm". Secondo il presidente della Coldiretti, la politica ha il compito di scegliere tra chi investe, si impegna e innova e chi fa il furbo e vive di rendita. E qui il riferimento è alle lobby e alle rendite che tolgono spazio agli interessi dei cittadini.

"Da parte nostra ci impegniamo a rimboccarci le maniche come dimostrano i passi da gigante che abbiamo fatto in un anno nel nostro progetto operativo per una "Filiera agricola tutta italiana" che ha come obiettivo – ha ricordato Marini – di sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni con l’offerta attraverso la rete di consorzi agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole di prodotti alimentari al 100% italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo.

Per quanto riguarda la manovra finanziaria, infine, occorre fare attenzione che il conflitto in atto tra governo e Regioni non danneggi le imprese impegnate in settori come l’agricoltura, le cui competenze sono state da tempo completamente trasferite a livello regionale. Il riferimento è alla minaccia delle Regioni di restituire le deleghe sull’agricoltura a seguito del taglio di risorse proposto nella manovra.

Immediato il commento al discorso di Marini da parte di Federconsumatori e Adusbef. "Grande assonanza con Coldiretti in merito alle considerazioni ed agli obiettivi espressi oggi – dichiarano i Presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Obiettivi che sono da sempre quelli di Federconsumatori ed Adusbef, a partire dal ruolo fondamentale che riveste il settore dell’agricoltura nel nostro Paese e dalla consapevolezza che la sfida sul mercato globale si deve giocare sempre di più sulla valorizzazione della qualità dei nostri prodotti".

"Altro obiettivo, che da sempre sosteniamo al fianco di Coldiretti, è quello di una chiara e completa informazione ai cittadini circa i prodotti che portano in tavola. In questo quadro, infatti, la trasparenza relativamente alla tracciabilità dei prodotti diventa un fattore chiave, non solo ai fini della sicurezza alimentare, ma anche per la promozione del Made in Italy, vale a dire dei prodotti della nostra tradizione, a discapito di tutti quelli che si spacciano tali".

"Rilevante, poi, per i consumatori, è sicuramente la questione relativa al divario dei prezzi dal campo alla tavola, che pesa non solo sugli agricoltori che, secondo quanto denunciato da Coldiretti, percepiscono appena il 17% del prezzo finale, ma pesa anche sulla spesa delle famiglie. per questo, da anni, siamo attivi in tale settore, promuovendo una razionalizzazione della filiera ed una incentivazione degli spazi di vendita diretta, i cosiddetti Farmers market, nei quali, grazie ad un protocollo sottoscritto con la stessa Coldiretti, è possibile risparmiare fino al 30% sulla propria spesa. Purtroppo, dobbiamo registrare anche una convergenza, che non ci piace affatto, in merito al grave problema della contrazione dei redditi, che accomuna, appunto, coltivatori e famiglie a reddito fisso, sempre più in difficoltà a causa delle pesanti ricadute della crisi in atto, e che dovrebbe essere un punto di forte rivendicazione".

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