AGRICOLTURA. Oggi a Roma il “G8 Farmers Union”. Le ricette di Coldiretti contro la fame nel mondo

Iniziano oggi gli appuntamenti del G8 in Italia e si comincia dall’agricoltura. In queste ore si sta svolgendo, infatti, nei saloni di Palazzo Rospigliosi a Roma, il "G8 Farmers Union", il vertice mondiale tra gli agricoltori di Giappone, Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Inghilterra, Russia e Italia. Hanno aderito all’evento esponenti delle istituzioni europee ed internazionali, come la Fao, l’Ifad, il Copa, il Ceja.

Ad aprire i lavori è Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, affiancato dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e dal sottosegretario all’agricoltura Antonio Buonfiglio. L’alimentazione e l’ambiente sono al centro del dibattito, come priorità in un momento di crisi economica quale è quello in cui siamo.

"Per effetto combinato della crisi e dei cambiamenti climatici per la prima volta il numero di presone malnutrite potrebbe superare il miliardo nel 2009". E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini al G8 "G8 Farmers Meeting", sottolineando che "occorre intervenire immediatamente sulle agricolture dei Paesi ricchi e poveri attraverso il credito e gli investimenti per scongiurare questa prospettiva e garantire cibo sufficiente alla popolazione mondiale".

Questi sono alcuni numeri diffusi da Fao e Global Framework for action sull’emergenza fame nel mondo: nel 2007 il numero delle persone malnutrite è aumentato di 75 milioni e di altri 40 milioni nel 2008 arrivando a circa un miliardo di parsone, cioè più della popolazione di USA, Canada ed Unione Europea; il 60% delle persone che soffrono la fame sono donne e ogni sei secondi nel mondo un bambino muore di fame. Inoltre nel 2050 due miliardi di persone resteranno senza acqua e due terzi della popolazione mondiale si troverà ad affrontare una situazione di forte scarsità.

Secondo Coldiretti, dunque, è assolutamente urgente che i Paesi ricchi aumentino la produzione alimentare. "Si salvano le banche – ha denunciato Marini – e si cerca di contenere i danni che la crisi genera sulla economia reale, dalle automobili ai frigoriferi, dall’edilizia al manifatturiero mentre si rischia di dimenticare che se la chiusura delle fabbriche genera disoccupazione, quella delle imprese agricole produce drammatiche conseguenze sull’aumento della fame mondiale". "L’emergenza alimentare – ha precisato il presidente di Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perché questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive".

La ricetta di Coldiretti è quindi: investimenti nell’agricoltura, con particolare attenzione alle produzioni locali e alle identità territoriali che rendono meno dipendenti dall’estero; garanzie di credito alle agricolture di tutto il mondo, evitando che si inneschino speculazioni; trasparenza e informazione ai consumatori "perché negare tutto ciò è più distorsivo di qualsiasi aiuto di stato".

Comments are closed.