AGRICOLTURA. Un terzo delle imprese agricole italiane sono condotte da donne

"L’agricoltura italiana ha bisogno delle donne e delle loro preziose energie. La donna ha sempre coltivato la terra, ma a questo elemento si aggiunge oggi la capacità femminile di innovare e di coniugare le più moderne tecnologie con il recupero della tradizione e di prodotti spesso dimenticati, oltre naturalmente alla capacità creativa". E’ quanto ha detto il Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia durante la premiazione, svoltasi ieri presso il Mipaaf, del Premio De@ Terra, promosso dall’Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria e il Lavoro Femminile in Agricoltura (Onilfa) del Ministero e giunto quest’anno alla sua ottava edizione.

La premiazione è avvenuta nell’ambito del convegno "Cambiamenti climatici: le soluzioni delle donne rurali", organizzato dall’Onilfa per celebrare la Giornata mondiale della Donna rurale. L’evento si inserisce nell’ambito delle Celebrazioni italiane della Giornata mondiale per l’Alimentazione indetta dalla Fao sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

In occasione della consegna del premio sono emersi alcuni dati interessanti sull’imprenditoria femminile in agricoltura. Per l’agricoltura italiana sono sempre più nastri "rosa". Tre imprese agricole su nove sono condotte da donne: poco meno di 290mila le imprese che rappresentano oltre il 28 cento del totale.

Secondo l’associazione Donne in Campo, pur in presenza di pesanti problemi per il settore primario, il trend risulta essere in continua crescita. Su un totale di oltre 1 milione 300mila imprese, la presenza delle donne in agricoltura, e’ stato evidenziato, e’ inferiore solo al settore del commercio, dove si supera il 32,5%, mentre vengono doppiate abbondantemente sia l’attivita’ manifatturiera (con il 10,6%) che quella dei servizi (poco meno del 10%).

La maggior parte delle imprese agricole condotte da donne, secondo questi dati, si trova nel Mezzogiorno (44% del totale), il 32% al Nord e il 24% al Centro. Le aziende agricole "rosa", afferma Donne in Campo, salgono in modo importante specialmente in attivita’ innovative, come ad esempio nell’agriturismo, le cui imprese per il 35% del totale sono condotte da imprenditrici. Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni di nicchia Dop e Igp, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura.

Donne, dunque, sempre più decise e protagoniste della vicenda agricola italiana. Donne che guardano all’impresa con sempre maggiore attenzione, che puntano con caparbieta’ sulla qualita’ e sulla tipicita’ dei prodotti legati al territorio, sulla difesa della biodiversità. Le imprenditrici, come sottolineato dallo stesso ministro Zaia, hanno la capacità di puntare sull’innovazione e di coniugare le più moderne tecnologie con il recupero della tradizione e di prodotti spesso dimenticati.

Le cinque donne, provenienti da tutta Italia, premiate quest’anno per essersi particolarmente distinte nel campo dell’agricoltura sono: Tiziana Fabiani, specializzata nella coltivazione biologica e nella cura di quasi mille alberi centenari di ulivo; Rosa Lella, nella cui masseria si allevano mucche di razza podolica seguendo il metodo biologico; Marisa Merotto, conduttrice di un’azienda vitinicola al cui interno si compie l’intero ciclo produttivo secondo le più moderne tecnologie; Maria Messina, che coniuga agricoltura biologica e impegno sociale, visto che nella sua azienda lavorano molti carcerati che vengono reinseriti nella società civile attraverso l’attività rurale; Chiara Soldati, a capo di una vasta azienda vitinicola in cui si producono vini di ottima qualità. Hanno inoltre ricevuto un encomio Francesca Ballali, Barbera Demofonti, Marina Ranaldo.

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