AGRICOLTURA. Wto: USA dicono no alle indicazioni geografiche. Commenti di Cia e Coldiretti

Gli Stati Uniti hanno espresso un secco rifiuto alla difesa delle indicazioni geografiche durante i lavori dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), iniziati lunedì presso la sede di Ginevra per concludere il negoziato nell’ambito dell’Agenda di Doha. La Cia-Confederazione italiana agricoltori e la Coldiretti hanno commentato negativamente questa chiusura che "rischia di far saltare la trattativa di Ginevra". "Siamo in presenza di una posizione che pone ostacoli insormontabili almeno per il nostro Paese che non può assolutamente rinunciare alla difesa delle sue produzioni tipiche" si legge in una nota della Cia.

La Confederazione italiana agricoltori ha ricordato che le condizioni cui il governo italiano ha subordinato il suo consenso all’accordo sono state l’eliminazione dei prodotti mediterranei dalla lista dei prodotti tropicali e l’inserimento della tutela delle indicazioni geografiche. "Il commissario Mandelson, che opera a Ginevra nei limiti del mandato del Consiglio Ue, deve rispettare i vincoli imposti da quest’ultimo" ha sottolineato la Cia, che ha chiesto "una coerente opposizione da parte comunitaria ad una eventuale bozza di documento Wto che non impegni alla realizzazione del Registro multilaterale delle indicazioni geografiche dei vini e all’estensione alle altre indicazioni geografiche della tutela accordata a questi ultimi".

La Cia ha ricordato che "l’Ue, insieme all’India, ha recentemente intensificato l’alleanza di oltre 100 Paesi in via di sviluppo a favore della tutela delle indicazioni geografiche in ambito Wto, agganciando a questo tema le richieste di una tutela internazionale della biodiversità, in termini di origine delle risorse genetiche e del sapere tradizionale a queste associato". All’agricoltura italiana già si chiedono pesanti sacrifici, come la riduzione dei sussidi agricoli, l’eliminazione delle restituzioni all’export, il taglio dei dazi doganali per numerosi prodotti strategici. Non si deve aggravare ulteriormente il peso all’agricoltura italiana "senza peraltro ottenere nulla in cambio. Le regole del commercio – ha concluso la Cia- devono essere eque per tutti".

La Coldiretti ha esortato l’Unione europea a reagire all’atteggiamento statunitense, "tenendo fede a quanto affermato riguardo al condizionamento delle proprie offerte a un esito positivo del negoziato anche sulle indicazioni geografiche e gli altri aspetti collegati". Alle dichiarazioni della rappresentante statunitense al commercio, Susan Schwab che ha ribadito l’intenzione dell’Amministrazione USA di non negoziare sulle indicazioni geografiche, la Coldiretti ha risposto che "l’Unione europea deve, a sua volta, ribadire l’importanza di trovare una soluzione adeguata al gravoso problema delle contraffazioni dei prodotti agricoli in generale e di quelli Made in Italy, in particolare".

L’Unione europea – ha concluso la Coldiretti – non può correre il rischio di accordi al ribasso per l’agricoltura in un momento in cui, con l’emergenza cibo mondiale, la capacità di approvvigionamento alimentare è diventata un fattore strategico per lo sviluppo dell’intera economia e l’adozione di regole trasparenti nel commercio un atto fondamentale ed irrinunciabile. Non bisogna sottovalutare, infine, un dato significativo: 105 Paesi si sono già espressi a favore di un’efficace tutela delle indicazioni geografiche a livello mondiale, tra cui quasi tutti i Paesi in via di sviluppo e quelli meno avanzati.

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