AIFA: troppi antibiotici, al via campagna per uso corretto

Antiobiotici? Solo se servono, perché altrimenti si sviluppa una resistenza che rappresenta un vero rischio per la salute, perché espone al pericolo di non avere medicinali appropriati per malattie che oggi non rappresentano un problema ma potrebbero diventarlo in futuro. Eccessivo consumo di antibiotici: l’Italia si colloca ai primi posti in Europa, preceduta solo da Grecia e Cipro. E le ripercussioni del consumo eccessivo si contano, oltre che sulla salute, anche in termini monetari: ammonta a 413 milioni di euro l’eccesso di spesa evitabile legato a consumi e costi non appropriati degli antibiotici. È quanto emerge da uno studio dell’AIFA – Agenzia italiana del farmaco, che oggi ha lanciato la campagna di comunicazione "Antibiotici. Difendi la tua difesa. Usali con cautela", con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità e il patrocinio del Ministero della Salute.

L’obiettivo della campagna è quello di "informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità, di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro suo consiglio e di non assumere antibiotici per curare infezioni virali". Lo sviluppo dell’antibioticoresistenza espone infatti al rischio di non avere cure efficaci per le infezioni.

"Gli elementi di preoccupazione – ha spiegato il prof. Rasi, Direttore Generale dell’AIFA, – sono aggravati dal fatto che in Europa circolano ceppi di batteri totalmente o quasi totalmente resistenti agli antibiotici e se non si interviene promuovendo l’appropriatezza nell’impiego di questa classe di farmaci e attuando strategie di sistema esiste il rischio di non riuscire più a curare infezioni batteriche in corso di trapianti, chemioterapia oncologica, chirurgia ortopedica, terapie intensive ecc. La preoccupazione delle autorità sanitarie è talmente forte da aver spinto alla costituzione, nel Novembre 2009, di una task force transatlantica per affrontare a livello globale il problema delle resistenze".

C’è da considerare il fatto che l’80-90% di ricorso agli antibiotici avviene nella medicina generale per malattie delle vie aeree, spesso causate da virus, sui quali gli antibiotici non sono efficaci. Esempi tipici, il raffreddore e l’influenza. Senza contare l’inutilità e i rischi del "fai da te" e della sospensione anticipata della terapia, che finisce per rafforzare i batteri più forti. Prosegue il prof. Rasi: "Bisogna evitare il "fai da te". Raffreddore o influenza, ad esempio, non rientrano tra le cause per cui sono indicati gli antibiotici ma, anzi, assumerli in questi casi mette a rischio la salute favorendo lo sviluppo di germi resistenti. Dobbiamo impegnarci a far capire ai medici e alle persone comuni che stiamo rischiando di non avere più a disposizione antibiotici efficaci per curare malattie che oggi non rappresentano più un pericolo ma che potrebbero diventarlo".

Il sovrautilizzo improprio di antibiotici oltre a causare seri rischi alla salute produce anche un eccesso di spesa per il SSN (nel 2009 la spesa per antibiotici si è attestata a circa 1.038 milioni di euro) sottraendo risorse preziose per mettere a disposizione dei cittadini farmaci innovativi. E ci sono, anche nel consumo di farmaci, differenze regionali: si consumano meno farmaci in sei regioni del Nord Italia (Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Valle d’Aosta, la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano che ha registrato il valore minimo con 13,05 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti) mentre i valori di consumo più elevati si registrano in 5 regioni del Sud Italia (Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Campania che ha registrato il valore massimo con 37,63 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti). Campania, Puglia e Sicilia insieme determinano quasi il 60% di tutto l’eccesso di consumi in Italia.

"Se tutte le regioni si allineassero al consumo medio delle sei più virtuose (17,25 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti) – spiega il Prof. Rasi – si potrebbe ottenere un risparmio quantificato in 316,6 milioni di euro. Se il costo (per dose media giornaliera) divenisse in tutte le regioni pari a quello della Lombardia (1,66 euro) si otterrebbe un risparmio di 155,8 milioni di euro. Infine il risparmio complessivo che potrebbe derivare dall’effetto congiunto di una maggiore appropriatezza dei consumi e della riduzioni dei costi è di 413,1 milioni di euro pari al 3,7% della spesa farmaceutica convenzionata 2009".

La campagna dell’AIFA si dispiegherà su stampa quotidiana nazionale e locale, periodici, web, spot televisivi e radiofonici, sale cinematografiche; ci saranno affissioni nelle stazioni ferroviarie e pubblicità dinamica sugli autobus; c’è il sito dedicato www.antibioticoresponsabile.it e il numero verde AIFA 800-571661.

Sui dati AIFA si sofferma Federconsumatori, che chiede l’introduzione delle confezioni di medicinali monouso: "È da anni che ci battiamo contro gli sprechi e le inefficienze del sistema. Per questo torniamo a rivendicare al Ministro, oltre ad una corretta e consapevole informazione ed educazione sull’utilizzo dei farmaci, specialmente quelli equivalenti, l’adozione delle confezioni conformi o monouso. È inspiegabile, infatti, perché, se un cittadino ha mal di testa, deve essere costretto ad acquistare 20 pasticche per utilizzarne una sola". Commenta il presidente Rosario Trefiletti: "Le confezioni conformi rappresentano la soluzione a questo problema, permettendo di vendere i farmaci nelle dosi e nelle quantità strettamente necessarie al trattamento prescritto o alle necessità del paziente, con benefici consistenti per le tasche dei cittadini".

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