ALIMENTAZIONE A Margherita Caroli il premio ECOG/Fondazione L. Bonduelle

"Non si tratta di un punto di arrivo, perché ho ancora tanta strada davanti a me. Non si tratta neanche di un punto di partenza visto che sono oltre 30 anni che lavoro in questo campo. E’ il punto di una retta che mi porterà ancora più lontano nell’obiettivo di promuovere sempre di più la salute dei bambini". Così Margherita Caroli, pediatra esperta in nutrizione, che ha appena vinto il premio ECOG/Fondazione L. Bonduelle. Nel 2009, infatti, l’ECOG (European Childhood Obesity Group) e la Fondazione Bonduelle si sono unite per istituire un Premio in denaro e una medaglia da destinare ad un lavoro di ricerca o ad un’azione di attività pubblica in favore della promozione di buone abitudini alimentari e della lotta contro l’obesità infantile.

Pediatra attenta alla nutrizione dei più piccoli, Margherita Caroli, accanto al suo lavoro di pediatra nutrizionista come responsabile dell’UO di Igiene della NUtrizione presso la Asl di Brindisi, ha svolto importanti ruoli in progetti nazionali e internazionali proprio sul tema dell’obesità infantile. E’ stata coordinatore Scientifico per il Sud Europa del progetto "EMOB" cioè Mappatura europea delle migliori pratiche per la cure dell’obesità, finanziato dalla Commissione Europea DG SANCO e membro del comitato scientifico del progetto europeo "Mr. Fruitness ", finanziato dalla DG Agricoltura. La sua carriera conta anche collaborazioni con le associazioni dei consumatori: nel 2005 è stata infatti coordinatore scientifico del progetto "Interventi pilota nella regione europea per la prevenzione intelligente l’obesità dei bambini in età prescolare (PERISCOPE)", coordinato dal Movimento Difesa del Cittadino e co-finanziato dalla Commissione Europea DG SANCO. E’ spesso consulente dell’OMS nel campo dell’obesità infantile, membro del Comitato Italiano del Ministero della Sanità per la stesura delle linee guida per la mensa scolastica ed esperto per la DG SANCO e la DG Ricerca dell’Unione Europea.

Dal luglio 2007 al novembre 2010 è stata presidente dell’ECOG, associazione di scienziati, medici e ricercatori che agiscono a livello europeo per condividere le conoscenze e mettere in campo azioni contro l’obesità infantile. Proprio in virtù di questo ruolo le abbiamo chiesto cosa ha significato per lei questo premio.

La mia esperienza all’Ecog ha rappresentato un fortissimo senso del dovere, perché il primo obiettivo della società scientifica è la tutela della salute dei soggetti deboli, soprattutto se si tratta di bambini. Il ruolo dell’ECOG in Europa è quello di essere il consulente scientifico della struttura pubblica della Ue. Il nostro ultimo congresso si è svolto proprio nella sede del Parlamento Europeo e proprio ai politici europei ci rivolgiamo al fine di garantire più salute per gli adulti di domani.

Dottoressa Caroli, la sua carriera conta più di trenta anni di lavoro. Oggi quando si parla di obesità infantile la si definisce addirittura come una epidemia. Ma quando il fenomeno ha veramente iniziato a far preoccupare esperti e istituzioni?

Se dovessi identificare una data penserei al 2002. In quell’anno presentai al pubblico i dati di un progetto finanziato dal Ministero della Salute, che evidenziavano in molte regioni italiane una prevalenza dell’obesità infantile pari al 36% con un gradiente Nord-Sud. All’epoca non tutti conferirono il giusto credito al nostro lavoro. Ma successivamente questi risultati furono confermati da altri studi e da allora si è creato un forte interesse nei confronti del fenomeno "epidemia obesità infantile". Con l’interesse è nato anche un lavoro di ricerca per trovare motivazioni e soluzioni al problema. Inoltre, attualmente sono state presentate delle ricerche che dimostrano come il fenomeno stia rallentando. Questo però in genere deriva da una lettura superficiale dei dati, perché se si analizzano in ogni Stato queste affermazioni, si potrà rilevare che accanto a una riduzione dei valori presso i ceti medio-alti corrisponde un aumento del fenomeno presso le famiglie culturalmente ed economicamente meno abbienti. Paragonando l’obesità in età pediatrica ad una inondazione, nel momento in cui rileviamo che non arriva più acqua in casa questo non significa che non dobbiamo lottare per togliere totalmente l’acqua da casa.

Nel panorama delle strategie per combattere l’obesità infantile la Danimarca ha applicato una soluzione che fatto molto parlare di sé: la fat tax. Cosa ne pensa?

I finanziamenti destinati alla prevenzione sono sempre molto scarsi. Il gettito derivante da una tassa sul cd junk food consentirebbe da una parte di limitare il consumo di prodotti alimentari notoriamente molto nocivi e dall’altra di definire un minimo di budget accessorio ai programmi di prevenzione delle malattie croniche. D’altra parte nessuno si è meravigliato quando sono stata applicate della tasse alle sigarette e all’alcol. E’ necessario però precisare che una fat tax è una delle tante vie da intraprendere per combattere l’obesità infantile che andrebbe comunque affiancata ad altre misure quali una riduzione della pubblicità alimentare diretta ai bambini. Sarebbe interessante vedere i risultati una volta che altri altri paesi seguissero l’esempio della Danimarca perché in un mondo globalizzato tutte le azioni di sanità pubblica devono essere coordinate a livello internazionale.

 

A cura di Silvia Biasotto
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