ALIMENTAZIONE A Natale trionfa il “made in Italy”. Lo rileva la Cia

A Natale a vincere sarà ancora una volta la tradizione e soprattutto il "made in Italy". Per le prossime feste di fine anno gli italiani, per imbandire le loro tavole, spenderanno oltre 5,8 miliardi di euro, l’1,2 per cento in più rispetto allo scorso anno. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha infatti condotto un’indagine condotta sull’intero territorio nazionale che fa riferimento ai mercati agroalimentari e ai dati relativi al commercio estero, dalle cui stime si ricava che nonostante la difficile situazione economica e i prezzi in crescita, non tireranno affatto la cinghia.

A trionfare sulle nostre tavole saranno carni, pesce, insaccati, vino e spumanti. Specialmente per questi ultimi si prevede una vendita di oltre 80 milioni di bottiglie, rigorosamente italiane, con Asti e Prosecco in testa. Infatti, su 100 bottiglie vendute, più del 90 per cento saranno di produzione nazionale. Il resto sarà in prevalenza champagne francese. Tra le carni e gli insaccati spiccano polli e tacchini, maiale (i cui consumi, dopo il crollo dovuto all’aviaria, sono tornati a crescere), cotechini e zamponi che verranno, anche quest’anno, preferiti ad ostriche, caviale e salmone (prodotti che dovrebbero registrare un calo nei consumi tra il 15 e il 18 per cento).

Oltre ai dolci tipici delle feste di fine anno (panettoni, torroni, pandori), i cui acquisti non si dovrebbero discostare di molto da quelli effettuati nello scorso anno, spazio nei menù natalizi lo troveranno molti prodotti tipici e di qualità che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese. Non solo, però, Dop, Igp, Doc e Igt, ma anche quelli che hanno tradizioni profonde, un profondo legame con il territorio e non hanno ancora avuto il riconoscimento europeo.

Dall’indagine emergono dati negativi invece per la frutta e la verdura che dovrebbero registrare un calo negli acquisti di circa il 4,5 per cento rispetto all’analogo periodo del 2005. Questo, purtroppo, conferma il trend al ribasso consolidatosi lungo tutto il 2006. Causa principale i rincari, troppe volte ingiustificati, registrati al dettaglio e all’ingrosso, mentre sui campi l’andamento è completamente inverso con una flessione dei listini praticati dai produttori agricoli tra il 3 e 5 per cento.

Diverse le stime per i vini. Secondo la confederazione, si dovrebbero stappare oltre 150 milioni di bottiglie, il 94 per cento di produzione italiana, con una crescita del 2,6 per cento rispetto allo scorso anno. Ma per il vino "made in Italy" si registra anche un vero exploit nelle vendite all’estero. Le esportazioni sono cresciute, nei primi nove mesi dell’anno, di circa il 6,5 per cento. Ottimi i risultati ottenuti negli Usa, ormai divenuto il primo mercato di sbocco per le produzioni vinicole nazionali.

La Cia sottolinea, infine, che per gli acquisiti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste, gli italiani si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).

 

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