ALIMENTAZIONE Aduc: cibi light, si paga la moda e la pubblicità

Alimenti light? Allettanti, ma attenzione a non cadere nelle promesse della pubblicità perché spesso si paga (di più) la moda e il marketing. È quanto consiglia l’Aduc che sottolinea come, anche con un occhio alla bilancia, spesso i consumatori siano tentati dal cibo presentato come "leggero". Commenta l’associazione: "Vediamo di non cadere nelle solite trappole pubblicitarie".

E aggiunge: "Un cibo light è quello cui hanno sottratto o sostituito grassi e zuccheri. I grassi sono sostituiti con acqua, che costa meno, e gli zuccheri (tipo il saccarosio, il comune zucchero da cucina), sono rimpiazzati da edulcoranti artificiali (saccarina, acesulfame, ciclammati) o da zucchero alveolare (impregnato di aria), a minor apporto calorico e a più basso costo industriale. In sintesi nei prodotti light vengono sottratti ingredienti che costano di più e sostituiti con altri (acqua, aria, edulcorati, fibre) che costano di meno. I prezzi però degli alimenti leggeri sono in genere maggiori di quelli tradizionali. Insomma si paga la moda, la pubblicità e il desiderio di non ingrassare. A mangiar un poco di meno, e muoversi di più, – conclude non senza una vena di ironia l’associazione – si otterrebbe lo stesso risultato e a costo zero".

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