ALIMENTAZIONE Arriva la prima patata “riciclella”, fertilizzata con compost di rifiuti organici

Arrivano le prime patate italiane cresciute dai rifiuti: tuberi di qualità coltivati con il compost ottenuto dalla parte organica dei rifiuti domestici. Si tratta di una sperimentazione promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e dall’Università di Salerno, con il sostegno del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che si era già affermata su alcune varietà di insalata.

"Anche i tuberi – spiegano gli esperti della Cia – possono essere tranquillamente fertilizzati con questo compost e i risultati sono ottimi, perché il prodotto giunto a maturazione è di grande qualità e gradevole al gusto". Le patate sono state battezzate "riciclelle".

"E’ bastato – continua la Cia – recuperare e compostare la parte organica dei rifiuti di poche famiglie, per ottenere fertilizzante utile ad una produzione di patate in grado di soddisfare una porzione delle loro esigenze alimentari. Si tratta così di un processo di riciclaggio completo. Tale processo – conclude la Cia – una volta irreggimentato potrà attenuare anche il problema della spazzatura, divenuto una complicazione annosa e gravosa in molte aree del Paese". Venerdì sera, a Molina di Vietri (Salerno) presso la "Locanda del cantastorie", ci sarà la presentazione alla stampa con annessa "prova del gusto" di patate arrosto, lesse, fritte e farcite, tutte rigorosamente "riciclelle".

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