ALIMENTAZIONE Assemblea Assolatte, nel 2010 consumi stabili. Concorrenza più agguerrita

Il 2010 è stato un anno di consumi stabili nel settore dell’industria casearia e di una concorrenza sempre più agguerrita. "Le industrie lattiero casearie hanno saputo reagire a questa difficile congiuntura economica e sono uscite dal tunnel in anticipo rispetto ad altri settori – spiega il presidente di Assolatte Giuseppe Ambrosi – Le imprese hanno garantito livelli produttivi sostanzialmente costanti e hanno contenuto i prezzi, andando incontro alle difficoltà delle famiglie e favorendo la ripresa dei consumi". Ciò non toglie, però, che l’industria lattiero casearia abbia vissuto nel 2010 dei momenti difficili, soprattutto nei mesi in cui le quotazioni dei prodotti hanno toccato i minimi storici, andando ben al di sotto della marginalità minima.

Quanto all’export, nel 2010 ha superato le 272.000 tonnellate generando ben 1,6 miliardi di euro di fatturato, mettendo a segno un +8% in volume e un +15% in valore rispetto all’anno precedente. Particolarmente positivi i dati delle vendite di formaggi italiani nei tradizionali mercati di sbocco, come Francia (+11% in volume nel 2010), Germania (+12,8%), Gran Bretagna (+8,6%) e Stati Uniti (+7,3%). Questa brillante performance ha consentito al comparto dei formaggi di chiudere per il secondo anno consecutivo.
"Questo successo, che non esito a definire ‘planetario’, colloca il settore lattiero caseario tra le punte di diamante del ‘made in Italy’ e certifica che, anche a causa dell’insufficiente disponibilità di materia prima, abbiamo saputo diventare un paese di grandi trasformatori. Un valore tutto industriale, del quale siamo fieri e che non possiamo permettere a nessuno di espropriarci".

L’evoluzione e lo sviluppo del settore lattiero caseario passano attraverso due direttrici: la crescente domanda di prodotti ancora più adatti alle esigenze del consumatore moderno e alle richieste della Gdo, dove viene realizzato quasi l’80% del giro d’affari delle aziende lattiero casearie, e il proseguimento dello sviluppo dei mercati esteri, dove i formaggi italiani riscuotono successi crescenti e continuano ad aumentare sia il volume d’affari che il numero dei mercati di sbocco.

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