ALIMENTAZIONE Assolatte, quote latte e filiera al centro del tavolo con il Ministro

Rapporti di filiera e quote latte. Questi i temi al centro del tavolo convocato ieri dal ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia al quale ha partecipato l’Associazione italiana lattiero casearia (Assolatte). Lo riferisce in una nota l’associazione. Secondo Assolatte, "a differenza di quanto dichiarato alla stampa dal mondo agricolo, l’industria non ha mai proposto riduzioni ma ha sempre offerto aumenti, tra l’altro superiori a quelli garantiti nel resto di Europa".

"Abbiamo proposto – ha continuato l’associazione– un aumento medio del 18% rispetto allo scorso anno ma i nostri interlocutori hanno chiesto di più, minacciando scioperi, occupazioni e blocchi se non avessimo accontentato le loro richieste. E dopo le parole sono passati ai fatti, causando danni di decine di migliaia di euro alle nostre imprese".

Assolatte dunque imputa la rottura del tavolo alle richieste e all’atteggiamento della parte agricola, "che ad ogni incontro ha continuato a rilanciare sul prezzo, rendendo impossibile l’accordo" e ritiene che sia "strumentale sostenere che nuovi aumenti sul latte alla stalla non avrebbero effetti sui prezzi al consumo: nessuno, infatti, può sopportare aumenti dei costi del 18% senza ritoccare i propri listini".

Per quel che riguarda le quote latte "da un lato – ha sostenuto Assolatte – ci hanno condannato a smaltire le eccedenze degli altri paesi e dall’altro ci hanno costretto a pagare multe salate anche se la produzione italiana e’ sempre rimasta di gran lunga inferiore al fabbisogno nazionale".

Assolatte condivide e plaude quindi alle iniziative del Ministro volte a ristabilire un minimo di giustizia nell’assegnazione delle quote latte europee. "Ogni soluzione va bene: dalla compensazione in ambito europeo all’attribuzione immediata di nuovi aumenti della quota italiana. L’obiettivo comune deve essere poter produrre piu’ latte in Italia. Per valorizzare meglio i formaggi Made in Italy e per sviluppare l’export dobbiamo avere a disposizione piu’ latte italiano.

Oggi più del 40% del latte lavorato dalle nostre aziende – conclude l’associazione degli industriali del latte – serve a produrre formaggi che lasciano l’Italia per diventare bandiera e fiore all’occhiello del nostro paese. Bisogna quindi assecondare la crescita delle esportazioni consentendo una maggior produzione nazionale

 

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