ALIMENTAZIONE Biodomenica, successo per l’edizione 2006

In un anno è aumentata di undici volte (+1057 per cento) la produzione biologica della Cina che ha conquistato il secondo posto a livello mondiale con una superficie coltivata bio di oltre tre volte superiore a quella in Italia, che scalzata dal podio occupato lo scorso anno, scende al quarto posto ma consolida però la leadership europea. E’ quanto è emerso nel corso della Biodomenica organizzata da Legambiente, AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e Coldiretti ieri, primo ottobre, in un centinaio di piazze in tutta Italia dove oltre un milione di cittadini sono scesi per gustare, conoscere e sostenere il biologico Made in Italy.

L’Italia con un terzo delle imprese biologiche europee ed un quarto della superficie bio dell’Unione conferma la propria leadership nel vecchio continente ed aumenta del 12 per cento i terreni coltivati che superano il milione di ettari (1.067.101,66 ettari) e del 22 per cento il numero di imprese agricole coinvolte (49.859). I principali orientamenti produttivi – sottolineano Legambiente, AIAB, e Coldiretti – interessano foraggi, prati e pascoli, e cereali, che nel loro insieme rappresentano oltre il 70% circa della superficie ad agricoltura biologica mentre seguono, nell’ ordine, le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta) e le colture industriali. Per le produzioni animali risultano allevati con metodo biologico 222.516 bovini da latte e carne, 825.274 ovi-caprini, 977.537 polli, 31.338 suini, 1.293, conigli e 72.241 alveari di api.

Da Milano, a Firenze, da Napoli a Bari, da Lametia Terme a Catania e in altre cento piazze la Biodomenica, festa dedicata all’agricoltura e all’alimentazione biologica, è stata l’occasione – affermano Legambiente, AIAB, e Coldiretti – per far conoscere le qualità del buon biologico italiano.

Accanto alle produzioni di più largo consumo come frutta, verdura, miele, carni, formaggi, vino e olii extravergini vede moltissimi imprenditori impegnati in curiose innovazioni per vincere la concorrenza straniera. Dai prodotti per la cosmesi come la biospugna di zucca (luffa) da utilizzare per la cura del corpo, i massaggi con l’olio biologico, al recupero di sapori dimenticati a vantaggio della biodiversità come la lenticchia di Onano e il fagiolo del Purgatorio presentati a Campo de’ Fiori a Roma. Il biologico non ha però solo vantaggi per la sicurezza alimentare, per l’ambiente e per lo sviluppo economico infatti sono migliaia gli ex tossicodipendenti, i detenuti, i portatori di handicap fisici o mentali, i cosiddetti "soggetti deboli", che hanno trovato lavoro e nuove possibilità di vita grazie all’agricoltura biologica nelle realtà che riescono a coniugare agricoltura e solidarietà, come carceri, comunità di recupero, case famiglia e conventi alcune delle quali hanno presentato i propri prodotti nelle piazze.

Il bio è buono e non solo da mangiare, ma può anche essere conveniente: acquistare prodotti biologico direttamente dai produttori oltre a garantire la certezza dell’origine fa risparmiare: il prezzo di acquisto in fattoria e spesso inferiore a quello degli analoghi prodotti non biologici venduti in negozi e supermercati. E per chi ha maggiori difficoltà a spostarsi in città, arriva anche il servizio di consegna a domicilio (porta a porta) da parte di gruppi di produttori biologici, anche a beneficio degli anziani ai quali è stata dedicata dall’ONU la giornata del 1 ottobre.

Anche in considerazione della delega attribuita al Governo – chiedono Coldiretti, AIAB e Legambiente – occorre sostenere il settore con misure di trasparenza, per rendere riconoscibili le specificità e le garanzie offerte dalla produzione Made in Italy, rendendo operativo il marchio del biologico italiano per colmare il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno da tempo fatto questa scelta.

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