ALIMENTAZIONE CTCU analizza il vin brulè: qualità migliore ma bomba calorica e prezzi elevati

La qualità del vin brulè nei mercatini è migliorata, ma i prodotti sono molto zuccherati e aromatizzati e rappresentano una vera "bomba calorica" e hanno un prezzo considerevole. È il risultato di un’indagine fatta dal Centro Tutela Consumatori Utenti, che ha fatto analizzare 11 campioni di vin brulè delle bancarelle dei mercatini dal laboratorio di analisi degli alimenti dell’Agenzia Provinciale per l’Ambiente. I campioni sono stati prelevati a Bolzano, Bressanone e Merano. Il laboratorio ha stabilito alcol e zuccheri contenuti, l’acido volatile e la percentuale di cumarina contenuta. Il CTCU ha inoltre rilevato il prezzo per tazza, per litro e le relative calorie.

In tema prezzi, record negativo a Merano: per una tazza di brulè (ca. 200 ml) si pagano ben 3 euro; a Bolzano bisogna sborsare 2,90 euro per una tazza (contenuto medio 200 ml). A Bressanone, infine, il brulé costa 2,50 euro.

Le analisi rilevano che rimane alto il tasso di alcol contenuto, mentre migliorano i valori degli "acidi volatili": la qualità del vino è migliorata, rileva il CTCU, ma in media risulta maggiore il contenuto di zuccheri. "Sono stati riscontrati livelli fra 16,4 g/l e 73,3 g/l – rileva l’associazione – Che questo faccia lievitare il bilancio energetico, va da sé: il brulè in vendita quest’anno ha fra le 482 kcal e le 890 kcal a litro. Per intenderci: un pranzo medio ha ca. 600-900 kcal, una pizza margherita ha 450-500 kcal e un panino al sesamo ripieno di mortadella ne ha 250". Lo zucchero fa assimilare di più l’alcol: il che significa che bevendo un paio di tazze di brulè non ci si dovrebbe mettere al volante.

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