ALIMENTAZIONE Campagna olearia, Cia rileva: “Migliora la qualità, in flessione la quantità”

La campagna olearia 2006/2007 si presenta con una qualità superiore alla media ed una quantità in leggera flessione rispetto allo scorso anno. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori diffondendo le prime previsioni sulla produzione olivicola appena iniziata. Quasi 6 mila frantoi stanno avviando gli impianti e le prime bottiglie di olio novello – afferma la Cia- inizieranno ad essere disponibili per i consumatori alla fine di ottobre, mentre le olive da tavola verdi sono già in buona misura nei magazzini e man mano saranno lavorate anche quelle nere.

Tra olio d’oliva e olive da tavola – evidenzia la Cia – saranno prodotti quasi 7 milioni di quintali, poco meno dello scorso anno e pari a quasi i due terzi del fabbisogno nazionale di consumo ed esportazione, che genereranno comunque più di 3 miliardi di euro di Plv, di cui un miliardo sarà il traguardo delle esportazioni di quest’anno. La Puglia – sostiene la Cia – si conferma come prima regione produttrice, seguita dalla Calabria, assieme alla quale copre circa i due terzi dell’intera produzione nazionale, e poi, a notevole distanza vengono le altre regioni italiane. Prima fra tutte la Sicilia, che, terza nella produzione di olio mantiene il primato nazionale in quella delle olive da tavola dove è particolarmente pregiata la Nocellara del Belice nel trapanese.

La Cia sostiene che a livello provinciale Bari conta il 10 per cento dell’intera superficie olivicola italiana e produce più del 15 per cento di tutto l’olio di pressione; Lecce e Reggio Calabria, con quote di produzione superiori al 10 per cento ciascuna, presentano una forte incidenza di olio lampante, componente essenziale per la preparazione del prodotto etichettato come "olio d’oliva", pur se in termini di superficie incidono sugli oliveti nazionali, rispettivamente, per quasi l’8 e poco più del 4%. Crotone ha la superficie olivetta coltivata con il metodo biologico più ampia pari ad un quarto della superficie provinciale.

Intanto il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha inviato al ministro per le Politiche agricole De Castro un messaggio nel quale esplicita il proprio parere circa la probabilità che il decreto ministeriale che apre le porte all’autorizzazione per la fabbricazione delle miscele venga approvato. "La Commissione – scrive Secchioni – deve smettere di avere, in merito alle politiche sull’olio d’oliva, un atteggiamento ambiguo. Mentre porta avanti una strategia di qualità per gli oli d’oliva attraverso la revisione della classifica e la definizione di nuove norme sulla etichettatura, tende poi ad autorizzare miscele tra olio di oliva oli di semi in tutti i Paesi comunitari. Con il risultato di un duplice danno per i consumatori, che potrebbero essere facilmente tratti in inganno, e per i produttori che subirebbero una concorrenza sleale".

Della stessa opinione la Coldiretti secondo la quale: "L’effetto per i consumatori – sarebbe l’arrivo sugli scaffali dei supermercati di olio di oliva mischiato con quelli di semi o di palma
secondo una alchimia di laboratorio che legalizza di fatto quelle truffe contro cui sono impegnati oggi le forze di Polizia, secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ispettorato Repressioni Frodi.

 

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