ALIMENTAZIONE Cia: il caro prezzi manda in crisi la dieta mediterranea

Ce la invidiano in tutto il mondo ma in "Italia la dieta mediterranea non è più di casa". Lo afferma in un comunicato la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) che ha rilevato un cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani: a tavola sempre meno pane, pasta, frutta, verdure e vino. La causa? Il "vertiginoso rincaro dei prezzi".

La spesa alimentare delle famiglie italiane si è ridotta dell’1,8%. In particolare, secondo i risultati dell’indagine condotta da Cia, nel 2007 sono stati proprio "i prodotti principe della dieta mediterranea ad aver avuto un vero e proprio tracollo". I consumi di pane, infatti, hanno registrato un calo del 7,3 %, quelli di pasta del 4,5 %, di frutta del 2,8 %, di verdure del 3,2 % e di vino dell’8,4 %.
Il calo dei consumi ha "coinvolto anche altre voci della nostra alimentazione: le carni bovine sono diminuite del 3,8 %, quelle suine del 4,7 %, il latte del 2,3 % i formaggi dello 0,6 %, l’olio di semi del 6 %".

Pochi invece gli alimenti che secondo la Confederazione hanno avuto una controtendenza positiva. Quali? Il pollame, che ha segnato una crescita del 6,8 %, le uova, con un più 5,5 %, lo yogurt con una crescita superiore al 4% e l’olio extravergine d’oliva con un incremento dell’1,5 %.
Crescita dei consumi di pollami definita "sorprendente" dalla Cia che ha affermato che il settore è così "definitivamente uscito dalla crisi provocata dalla psicosi dell’aviaria" e che "le uova continuano a rappresentare uno degli alimenti più apprezzati dai consumatori".

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