ALIMENTAZIONE Coldiretti lancia l’allarme per il falso Made in Italy

Falso Made in Italy: se continua l’attuale tendenza, nei supermercati saranno stranieri due prosciutti su tre, una bottiglia di olio su due, circa un terzo di concentrato di pomodoro e oltre il dieci per cento della frutta e della verdura. E tutto questo senza una chiara indicazione in etichetta. È quanto ha denunciato oggi la Coldiretti nel corso dell’Assemblea nazionale dell’organizzazione, per la quale "è allarme per gli sbarchi di prodotti alimentari destinati a essere spacciati come Made in Italy". Sulla base dei dati Istat relativi al primo quadrimestre 2007, si registra infatti un aumento del 180% nelle importazioni di concentrato di pomodoro cinese, del 29% nelle importazioni di olio di oliva, dell’11% nell’import di frutta che "diventano miracolosamente italiani – denuncia Coldiretti – nei banchi dei supermercati". Nel corso dell’Assemblea il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha sottolineato inoltre che "la mobilitazione della Coldiretti "Giù le mani dalla qualità italiana" continuerà durante l’estate, nonostante la chiusura dei palazzi della politica, rivolgendosi direttamente ai cittadini e ai consumatori che si sono dimostrati i più convinti alleati della battaglia contro le schifezze a tavola e per la difesa del territorio". "Bisogna impedire – ha affermato Marini – che per colpa delle maglie larghe della normativa si radichi definitivamente sui mercati un falso Made in Italy che si "produce" nei porti e sfrutta l’immagine positiva di un territorio e di uno stile ineguagliabili a vantaggio di alimenti che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo agricolo italiano. Per la mancata estensione dell’obbligo di etichettatura a tutti gli alimenti è complessivamente a rischio concreto di falsificazione circa la metà della spesa alimentare".

La mobilitazione dell’associazione continuerà anche durante l’estate attraverso il pressing istituzionale con il sostegno di alleanze internazionali, il monitoraggio e la sorveglianza sui mercati, ma anche blitz nei porti e alle frontiere per verificare il rispetto delle norme sull’etichettatura: queste alcune della azioni che l’organizzazione intende intraprendere, insieme al sostegno alla campagna promossa dalla Coalizione liberi da Ogm. Si moltiplicheranno le occasioni di incontro anche nei luoghi di vacanza. Nascerà inoltre la Fondazione Campagna Amica per la qualità dei territori, dei cibi e dei saperi italiani, "l’unica – commenta l’organizzazione – che sancisce con uno strumento giuridico l’alleanza tra imprenditori agricoli, attori della filiera agroalimentare e cittadini consumatori che hanno a cuore la qualità dell’alimentazione, la difesa del territorio e si riconoscono nell’autentico Made in Italy". "Lo scopo – ha detto Marini – è quello di promuovere qualità e salubrità nei processi di sviluppo coinvolgenti il territorio, il clima, l’uomo e l’ambiente. Sono funzionali alla Fondazione le attività volte a dar forza ai diversi territori esaltandone le specificità, le tradizioni produttive e culturali, ma anche la trasparenza dei prezzi e dell’informazione".

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