ALIMENTAZIONE Coldiretti: vola l’export di Parmigiano e Grana negli Stati Uniti

Gli americani preferiscono il formaggio Made in Italy, in particolare il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Nel 2010, infatti, le esportazioni di questi due alimenti negli Stati Uniti sono cresciute del 55%, rappresentando il principale mercato di sbocco fuori dall’Unione Europea. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2010 che evidenzia le ottime performance per il formaggio simbolo del Made in Italy all’estero.

Infatti oltre che negli USA, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana padano crescono – sottolinea la Coldiretti – in tutti i continenti con un aumento complessivo del 24% a livello mondiale. Si tratta di un segnale di ripresa importante che riguarda in realtà – precisa la Coldiretti – l’intero sistema agroalimentare nazionale con un aumento nelle esportazioni del 13% per i prodotti agricoli e del 9% per quelli alimentari, nello stesso arco di tempo.

Una nota dolente riguarda il fenomeno delle imitazioni dei prodotti nazionali: il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano sono i formaggi italiani più copiati nel mondo e se la punta dell’iceberg delle imitazioni è il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone, in vendita c’è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesano in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania.

Mentre sul mercato europeo il prodotto è protetto dalle imitazione sulla base del regolamento comunitario di tutela delle denominazioni che consente di intervenire giuridicamente anche se si moltiplicano i casi di imitazione, sui mercati extracomunitari la situazione è grave: negli Stati Uniti a fronte di una importazione media dall’Italia di circa 10mila tonnellate all’anno di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, si producono – riferisce la Coldiretti – quasi 70mila tonnellate di Parmesan, tra Wisconsin, New York e California. In altre parole è originale solo una scaglia su otto.

Il fenomeno della pirateria internazionale riguarda l’intero Made in Italy agroalimentare. All’estero – stima la Coldiretti – sono falsi 3 prodotti alimentari di tipo italiano su 4 con il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro. "Se a livello internazionale serve un accordo sul commercio nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi, è anche necessario – conclude la Coldiretti – fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine a tutti i prodotti".

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