ALIMENTAZIONE Convegno Food and Nutrition: aumenta fabbisogno mondiale, serve più ricerca

Alimentazione, salute, fabbisogno alimentare mondiale, ricerca, sfide dell’agricoltura: sono i temi affrontati ieri nell’ambito del convegno "Food and Nutrition: A new profile for Education, Cooperation, Research and Innovation" che si è svolto presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Un incontro durante il quale hanno preso la parola diversi esperti che hanno centrato l’attenzione sulle sfide dell’alimentazione per il futuro e sui passi che possono essere fatti anche in occasione dell’Expo 2015.

Intanto, alcuni numeri. Secondo i dati riportati nel corso del convegno da Luca Alinovi, economista della FAO, "il fabbisogno alimentare mondiale crescerà entro il 2050 del 70 per cento, mentre lo spostamento della popolazione dalle zone rurali a quelle cittadine continuerà a ridurre il numero di persone impegnate nella produzione di alimenti. Dovremo quindi produrre di più con meno forza lavoro".

In Europa è necessario aumentare il coordinamento delle attività di ricerca. Antonio Di Giulio, Capo dell’Unità per i Prodotti alimentari, Salute e Benessere della Commissione Europea, ha sottolineato "l’urgenza d’incrementare le attività di ricerca in ambito europeo anche attraverso un loro migliore coordinamento" ed evitando il sovrapporsi di programmi di ricerca nei diversi ambiti nazionali.

Altro tema da approfondire, e sul quale è necessaria una maggiore consapevolezza, è quello delle proprietà nutritive vantate da numerosi prodotti alimentari prodotti industrialmente. È quanto è emerso dalle parole del professore Angelo Azzi, del Centro per Nutrizione e Invecchiamento della Tufts University di Boston, che ha osservato la necessità di incrementare la ricerca scientifica in ambito nutrizionale nel contesto di una produzione industriale degli alimenti che vanta prodotti sempre più ricchi di proprietà nutritive, ma non sempre a ragione: "Il volume di questo settore di mercato solo negli Usa è di molti miliardi di dollari all’anno – ha detto – Se si parla poi di particolari proprietà nutritive pubblicizzate, i prodotti disponibili in tutto il mondo non hanno in molti casi nessun effetto o effetti minimi. Talvolta possono essere addirittura dannosi. Ci sono tante aziende serie, che contribuiscono anche alla ricerca nel settore alimentare. Ma non mancano prodotti che meriterebbero maggiore attenzione, per poter stabilire scientificamente i loro effetti sulla salute".

Il convegno ha rappresentato l’occasione anche per "puntare" sugli interventi che possono essere coordinati ed affrontati dall’Expo 2015: secondo il presidente dell’Expo 2015 Diana Bracco, "miglioramento della produttività nell’agricoltura di sussistenza, funzionamento del sistema del commercio internazionale, innalzamento del livello medio di istruzione e potenziamento delle infrastrutture di base" sono i settori d’intervento più urgenti, in risposta al crescente fabbisogno alimentare a livello mondiale. Altro aspetto riguarda la prevenzione delle malattie legate all’alimentazione. "L’Expo 2015 – ha detto Bracco – può rappresentare per l’Italia una straordinaria opportunità di crescita per identificare soluzioni concrete e di cooperazione e partnership, per dare vita a programmi di formazione e cooperazione alimentare, valorizzando la tradizione storica della cultura italiana e del made in Italy".

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