ALIMENTAZIONE Convegno MDC Marche: extravergine di qualità, quali gli strumenti per il consumatore?

"Gli alchil esteri, questi strani marziani". Così Enrico Cinotti, capo servizio del settimanale Il Salvagente, ha presentato i nuovi protagonisti chimici della recente normativa (Reg. Ue 61/2011) a tutela dell’olio extravergine di qualità al centro del convegno "L’extravergine di alta qualità: Strumenti per il consumatore" organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino Marche nell’ambito di Fritto Misto ad Ascoli Piceno. In quanto associazione a tutela dei consumatori MDC Marche ha fornito un contributo prettamente consumerista alla manifestazione ascolana dedicata al fritto. Quello di qualità, ovviamente.

E quando si parla di qualità non mancano parametri chimici, riferimenti normativi, impressioni organolettiche troppo spesso dei "marziani" per il cittadino medio. Proprio per spiegare ai consumatori ai consumatori cosa sia la qualità, in particolare quella ricercata dal Regolamento 61, numerosi esperti sono intervenuti al convegno per dare il loro contributo professionale e passionale.

Ad aprire questa serie di interessanti interventi il professor Lanfranco Conte, Ordinario di chimica degli alimenti presso la Facoltà di agraria dell’Università di Udine e Presidente della Società Italiana Studio Sostanze Grasse. Il professor Conte parla chiaro: "E’ completamente e fuorviante affermare che il limite sia di 150 mg/kg. Così come è falso affermare che l’introduzione del parametro alchil esteri consente la miscelazione con olio deodorato. E’ invece vero che l’introduzione del parametro metterà fuori mercato una buona parte di oli di cattiva qualità o di dubbia genuinità".

Facciamo un passo indietro. L’emanazione del Regolamento e il conseguente inserimento di valori limite di alchil esteri negli oli (non superiore a 75 mg/kg o non superiore a 150 e superiore a 75 con un rapporto esteri etilici/esteri metilici inferiore o uguale a 1,5) aveva fatto alzare un coro di voci contrastanti sulla validità del metodo. Una parte di queste aveva attaccato la norma accusandola di autorizzare i tanto famosi "oli deodorati".

"Ecco l’olio di oliva deodorato. Grazie alle norme Ue". "Bruxelles autorizza il deodorato". "I nostri scaffali invasi da lattine di olio al deodorante". Questi alcuni dei titoli di giornali usciti nei giorni del boom della della polemica sul Regolamento e citati da Luigi Caricato, Direttore della rivista Teatro Naturale. "Per chi come me ha da sempre lavorato tanto per comunicare l’olio, ho sofferto a leggere certe parole. La questione di alchil esteri ha turbato l’intero settore. La chimica dell’olio è un ambito molto specialistico. Come possono un giornalista o un politico che non sanno nulla di chimica affermare qualcosa in merito. C’è chi è riuscito ad effettuare una comunicazione corretta (come la Società Italiana Studio Sostanze Grasse) che ha prodotto un documento chiaro, semplice e preciso".

Il dibattito si era riaperto pochi mesi prima l’emanazione della norma Ue, proprio quando il Direttore provinciale dell’ARPAM, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche, Ernesto Corradetti aveva presentato i dati di una indagine sul tema durante un convegno organizzato sempre da MDC Marche. "Dal 2007 – ha detto Corradetti – abbiamo continuato a determinare gli alchil esteri negli oli extravergine di oliva attribuendo a tale determinai zona la cattiva conservazione delle olive, ma in realtà sotto la presenza degli alchil esteri può nascondersi un reato importante che è la miscelazione di olio di qualità con olio di qualità inferiore, come quello deodorato". L’indagine ripresa dal Direttore riguardava campioni di oli extravergine di frantoio italiani e acquistati nei supermercati come miscele di oli comunitari. Un terzo di questi ultimi presentavano concentrazioni di alchil esteri pari o superiori a 150 mg per chilo e in tre casi i valori superavano i 500 mg. Mentre quelli di frantoio presentavano una concentrazioni media di alchil esteri pari a 8 mg per chilo.

Anche se questi dati evidenziano come i prodotti del territorio presentino dei livelli di alchil esteri decisamente inferiori al limite europeo, il Regolamento ha avuto il merito di aver introdotto un limite che prima non c’era. Conte difende infatti apertamente la norma precisando che "chi si è opposto alla entrata in vigore del Regolamento non ha reso un servizio ai produttori o ha difeso i consumatori. E’ invece vero che, forse inconsapevolmente, o per ignoranza della materia di cui parla o per calcolo politico, ha reso un favore a chi froda".

 

A cura di Silvia Biasotto
La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

Comments are closed.