ALIMENTAZIONE Corte Ue, le denominazioni in attesa di Dop o Igp non possono essere generiche

La denominazione di un prodotto alimentare contenente riferimenti geografici, che non è registrata come denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta, ma è in attesa del parere della Commissione Ue, può essere legittimamente utilizzata in etichetta, a condizione che questa non induca in errore il consumatore medio normalmente informato.

Lo ha precisato oggi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea spiegando che spetta ai giudizi nazionali la valutazione dei singoli casi, e che questi possono prendere in considerazione, come elemento oggettivo in grado di modificare le aspettative di un consumatore ragionevole, la durata dell’uso della denominazione. Al contrario, la buona fede di un produttore o rivenditore, essendo un elemento soggettivo, non può incidere sull’impressione oggettiva suscitata nel consumatore dall’uso di una denominazione geografica in un’etichetta.

La sentenza emessa oggi dai giudici del Lussemburgo si riferisce ad un caso particolare, quello del "Salame Felino" prodotto dalla GSI, una società con sede sociale a Modena, che produce e vende salami. Nel 2002 la polizia municipale di Milano contestava all’azienda il fatto di aver messo in commercio un salame prodotto a Modena ma sulla cui etichetta compare la denominazione "Salame tipo Felino", con la parola "tipo" scritta in caratteri minuscoli e con nessun elemento ulteriore circa il luogo di produzione.

La Regione Emilia Romagna ha dunque multato l’azienda, ritenendo la denominazione "Salame Felino" l’indicazione di un prodotto genuino e tipico, caratteristico del territorio del comune di Felino. Dato che le caratteristiche attribuite al Salame Felino non potrebbero essere riconosciute a tutti gli insaccati confezionati a partire da una ricetta simile, ma provenienti da altre zone, o prodotti con metodi "industriali", non è sufficiente aggiungere la menzione "tipo" per escludere ogni rischio di confusione nel consumatore. Inoltre la denominazione "Salame tipo Felino" era oggetto di una domanda di registrazione come IGP (indicazione geografica protetta), inoltrata da due associazioni di produttori locali ma su di essa, al momento dell’irrogazione della sanzione, ancora non era stata presa una decisione.

Allora la Corte Ue ha precisato che una denominazione che è stata oggetto di una domanda di registrazione non può essere considerata generica in attesa dell’eventuale trasmissione della domanda di registrazione alla Commissione. La denominazione di un prodotto diventa generica a seguito di un processo oggettivo, al termine del quale essa, benché contenga il riferimento al luogo geografico in cui il prodotto di cui trattasi è stato inizialmente fabbricato o commercializzato, diventa il nome comune di detto prodotto.

 

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